Avverbi Particolari – Special Italian Adverbs – Audio

Ancora, Appena, Cioè, Come, Ecco, Insomma – Audio

Ancora, Appena, Cioè, Come, Ecco, Insomma – Audio


Livello: intermedio

 

Ci sono alcuni avverbi italiani che hanno usi e significati particolari. Oggi ne vedremo alcuni tra i più importanti. Le parole inglesi corrispondenti, non sono perfettamente uguali al significato italiano. Se avete domande, scrivete qui sotto.

Ascoltate gli esempi audio e ripetete.


 

Ancora

La parola ancora, con l’accento sulla o,  ha diversi significati.

Può indicare la continuità di un fatto nel presente, nel passato e nel futuro. (still)

 

Anche ora – Anche allora

  • Sta ancora nevicando.
  • Questo tempaccio durerà ancora molto.
  • Ero ancora un ragazzino quando è arrivato internet.

In frasi interrogative e negative, può voler dire “fino a quel momento” (not yet).

  • Dopo due giorni di viaggio, non eravamo ancora arrivati.
  • Non hai ancora ricevuto il conto del dentista?
  • Tra mezz’ora la torta in forno non sarà ancora pronta.

Può significare “un’altra volta”. (again)

  • Mario è arrivato ancora una volta assonnato.
  • Se mi fai ancora la stessa domanda, mi arrabbio.
  • Proverò ancora l’esame che non ho superato.

Oppure “in aggiunta” a qualcosa di esistente. (more)

  • Signora, vuole ancora della grappa?
  • Il presidente vuole ancora più potere.
  • Vorrei restare ancora un po’, ma devo guidare.

Negli ultimi due esempi, ancora è accompagnato da più e un po’. Quando è in combinazione con altri avverbi, il significato di ancora viene moltiplicato (even more, less, better, worse…).  Per esempio:

  • In autunno l’Italia è ancora più bella.
  • Il risotto è ancora meglio il giorno dopo.
  • Dopo tutti questi scandali, la politica mi interessa ancora meno.
  • Nelle piccole città, il traffico è ancora ancora tollerabile.

Nell’ultimo esempio, la ripetizione di ancora non è un errore. “Ancora ancora” significa in qualche modo, a malapena, bene o male.


Appena

Viene da a + pena, cioè a fatica, con difficoltà, a malapena, pochissimo (barely).

 

  • Ho appena i soldi per cenare stasera.
  • Avremo appena il tempo per cambiare treno.
  • Potevo appena sentire la sua voce.

Vuole anche dire solamente, non più di…

  • Luisa aveva appena sei anni quando cominciò a suonare il piano.
  • Ci sono appena otto impiegati nella mia azienda.
  • Aveva appena mille euro in banca.

Se parliamo di tempo, possiamo usare appena con il significato di da poco tempo, oppure nel momento in cui, spesso accompagnato dal “non” pleonastico.

  • Siamo appena tornati dalle vacanze e già vogliamo ripartire.
  • Appena sarò arrivato in albergo, ti telefonerò.
  • Non appena avranno i soldi, pagheranno il loro debito.

Nell’ultimo esempio, il non è pleonastico, cioè non necessario, ridondante. Tuttavia, si usa molto per rimarcare una differenza con la condizione precedente. Ora non hanno soldi, ma presto li avranno.


Cioè

Nonostante la semplicità, questa parola è un piccolo mistero per qualche studente. Evidentemente, il significato nella lingua parlata non è sempre coerente con la spiegazione grammaticale. Vediamo come cioè si comporta nella lingua scritta e in quella di uso quotidiano.

Ciò + è = cioè. “Questo è”, “in altre parole”, “significa che”, “ossia”, “vale a dire” (that is…, meaning…)

 

  • La scuola ricomincia dopo le vacanze, cioè a settembre.
  • Ci vediamo dopodomani, cioè mercoledì.
  • Lui è il figlio di mia sorella, cioè mio nipote.

Molto frequentemente, cioè è un intercalare, una parola che riempie i vuoti, enfatizza le situazioni (a filler – i mean…).

  • Mario ha avuto un incidente. Cioè, è terribile!
  • Firenze è bella ma, cioè, ci sono troppi turisti.
  • Non mi aspettavo che suonassi così bene il piano. Cioè, sei davvero brava!

Sono solo piccoli esempi, ma cioè si usa davvero molto e in situazioni in cui non ci si aspetterebbe di vedere questa parola. Cioè, avete capito?


Come

Cominciamo col dire che come è un avverbio e più raramente una congiunzione.

Oggi parleremo di come nella funzione di avverbio.

Come è una parola versatile e utilissima.

Nel primo gruppo di esempi, come indica somiglianza e identità.

 

  • Sei come un fratello per me.
  • La partita è finita proprio come avevo immaginato.
  • Stefano è forte come un toro.

Quando paragoniamo qualcosa o qualcuno a un pronome personale, lo indichiamo con la forma oggettiva.

  • Fabio è italiano come me.
  • Credevi che fossimo ricchi come te?
  • Vorrei parlare l’inglese bene come lui.

…di come = di quello che…

  • E’ stato meglio di come immaginassi.
  • Sei più alto di come ti ricordavo.
  • Quel ristorante è meglio di come sembra.

L’uso del congiuntivo o dell’indicativo in queste frasi è sovrapponibile. Nell’italiano parlato si usa spesso l’indicativo.

Ovviamente, come si usa in domande dirette e indirette.

  • Come sei arrivato fino a qui?
  • Dimmi come fai a essere sempre allegra.
  • Com’è possibile?

Quando si chiede di ripetere qualcosa.

  • Scusa, come dici?
  • Come?
  • Come, scusa?

Può introdurre una posizione sociale, un mestiere “in qualità di…” (as a…)

  • Come madre, vorrei sempre sapere dove sono i miei figli.
  • Come medico, le consiglio un riposo assoluto.
  • Come Primo Ministro, ha lavorato molto bene.

Come se… (as if…)

  • Fai pure come se fossi a casa tua.
  • Si comporta come se fosse un ragazzino.
  • Mi sento come se avessi vent’anni di meno.

Infine, possiamo usare come nella lingua parlata per esprimere emozioni di vario tipo. Dal tono della voce, potere comprendere quali.

  • Ma, come ti permetti!
  • Come non detto.
  • Ora come ora, non avrei tempo.
  • Come sarebbe a dire che hai perso le mie chiavi?
  • Come osi!
  • Come sei gentile.

Qualora vi sia sfuggito il significato di alcune espressioni, scrivete pure i vostri dubbi nei commenti. Esiste un gran numero di modi di dire con come. Ve ne insegnerò qualcuno molto presto.


Ecco

Tra gli avverbi più interessanti, troviamo ecco. La funzione più ovvia è quella di indicare la presenza o l’apparizione di qualcuno o qualcosa.

 

  • Ecco, tenga pure il resto.
  • Ecco qui la mia bicicletta. Ti piace?
  • Ecco, laggiù si intravede il mare.
  • Ecco mio figlio. E’ quello più alto.

Quando è seguito da pronomi personali atoni mi, ti, ci, vi, lo, la, li e la particella ne, si unisce a formare una parla unica, molto espressiva e utile.

  • Eccomi, sono pronto. (here I am…)
  • Eccolo, è arrivato Fabio.
  • Eccoti i soldi che ti dovevo.
  • Ti serviva un telefono? Eccotelo.

Quando si introduce o si termina un pensiero articolato o si raggiunge una conclusione, ecco diventa fondamentale per attrarre l’attenzione di chi ascolta.

  • Ecco, secondo me, qual è il problema che ci affligge.
  • Se vi interessa, ecco la mia opinione.
  • Ecco, volevo dire solo questo.
  • Ecco perché ho voluto fare quel viaggio.
  • Ecco tutto.

Quando è seguito da un participio passato, ecco la funzione di chiusura, di conferma che  un’azione è terminata o iniziata.

  • Ecco fatto, ho finito.
  • Ecco risolto il mistero.
  • Eccolo arrivato, in orario come sempre.

Infine ecco, che si distingue per la brevità e per il suono deciso, torna molto utile come intercalare. Si usa spesso quando si esita in un’affermazione o una richiesta.

  • Ecco, vedi, le cose non stanno come pensi.
  • Allora, ecco, volevo dirti che ho cambiato idea.
  • Insomma, ecco, mi chiedevo se potessi aiutarmi.

Insomma

Per finire, ho scelto l’avverbio insomma. Come cioè, e appena, anche il significato di insomma è piuttosto intuibile. In + somma. In conclusione. Come gli altri ha una funzione importante nella lingua parlata. Cercherò di usare degli esempi in un italiano vicino alla lingua di tutti i giorni.

Come “in conclusione”.

 

  • Insomma, abbiamo capito che non te ne frega niente.
  • Gli attori erano bravi, ma la storia alla fine era banale e prevedibile. Insomma, il film non mi è piaciuto.
  • La spiaggia era bellissima, l’albergo pulito e tenuto bene. Insomma, ci siamo trovati bene.

Detto con un tono dubbioso, poco convinto, insomma suona un po’ come “niente di speciale”, “mica tanto”, “così così”.

  • Vi siete divertiti? –  Insomma.
  • C’era molta gente? – Insomma.
  • Valeva la pena di vederli dal vivo? – Insomma.

Come esclamazione, quando si è persa la pazienza, significa basta! allora! quindi?

  • Ma insomma!
  • Insomma, ti sbrighi si o no?
  • Insomma! E’ da una vita che vi aspettiamo

 

 


La lista degli esempi potrebbe continuare all’infinito, ma mi fermo qui. Se avete domande o commenti, scrivete pure o chiedete durante la lezione su Skype. A presto.

 


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    La straordinaria parola “quanto”.

    La parola “quanto” non significa solamente “much”.

    Livello: intermedio / avanzato.


    Ho deciso di scrivere un post in italiano sulla parola “quanto”.

    Anche se il vostro livello non è intermedio o avanzato, cercate di capire ugualmente il contenuto di questo articolo, magari aiutandovi con un dizionario, oppure con il sito reverso context, che consiglio sempre ai miei studenti.

    È capitato ultimamente di parlarne con alcuni studenti e ho capito che l’uso e il significato di questa parola non sono pienamente compresi e utilizzati, nemmeno da quelli di voi più esperti e navigati.

    Contrariamente a quanto possa sembrare, la parola “quanto” può assumere significati molto più ampi e utili nell’uso quotidiano della lingua italiana, rispetto alla traduzione più semplice che può venire in mente a chi parla inglese, cioè “much” e “many” (quanti).

    Vediamo insieme alcuni esempi. Ascoltate le frasi e ripetete.

    Cominciamo dai significati più ovvi, che molto probabilmente conoscete già.


    Come aggettivo interrogativo

    • Quanto tempo ci vuole per arrivare a casa tua?
    • Quanti figli hai?
    • Quante persone abitano in questa città?

    Probabilmente, uno dei primi incontri che avete fatto con la parola “quanto”, è avvenuto studiando i prezzi, i numeri e lo shopping in Italia:

    • Quanto costa?
    • Quant‘è?

    In questo secondo caso (pronome interrogativo), chiedendo la somma totale del conto che dovrete pagare, potete usare l’apostrofo: Quanto è? ==> Quant’è?


    Come esclamazione

    • Quanti fiori ci sono in questo prato!
    • Quanti bei monumenti ci sono a Verona!
    • Quanto sei bella!

    Salta subito all’occhio la differenza tra “quanto” e “quanti”. Ovviamente non esiste una corrispondenza perfetta tra much = quanto e  many = quanti, specialmente nei tre esempi qui sopra. Non c’è una traduzione esatta parola per parola, però possiamo semplificare e dire che “quanti” si può usare con oggetti che possiamo contare.


    Come aggettivo relativo

    Abbiamo studiato i pronomi relativi in un’altra occasione, (che / cui-quale), ma non abbiamo accennato l’esistenza degli aggettivi relativi. Non vogliamo aprire adesso questo capitolo. Per semplicità, diciamo che “quanto” si può usare come “tutto quello che…”, “tutta la quantità che…”, “…ciò che”:

    • Ti ho portato quanto mi avevi chiesto. (= tutto quello che mi avevi chiesto)
    • Se sposarti è quanto desideri, sono felice per te. ( = Se è ciò che desideri…)
    • Ottenuto quanto voleva, se ne andò. (= … tutto quello che…)

    L’ultimo esempio è più complesso. C’è il verbo andarsene, il passato remoto, il participio assoluto.


    Come avverbio

    Dovreste sapere già la differenza tra un aggettivo e un avverbio, giusto? Se non la sapete, ve la ripeto. Un avverbio descrive un verbo, l’aggettivo un nome.

    • Ieri ho mangiato bene. Il vino era buono.

    Bene è un avverbio (well), buono è un aggettivo (good).

    Possiamo utilizzare “quanto” come avverbio, spesso in combinazione con altre parole:

    • Guadagna quanto basta per vivere. (= abbastanza)
    • Io non ho voglia di andare al cinema. Quanto a Mario, non ne ho idea. (= riguardo a Mario…)
    • Quanto più studio, tanto più capisco.
    • Luciano ne ha diritto, tanto quanto te.

    Questo sono solo quattro esempi. Potremmo farne altri, ma per adesso sono sufficienti. Avete capito il loro significato? Se la risposta è no, potete domandare durante la lezione (Skype) o scrivere un commento qui sotto.


    Insieme alle preposizioni

    Ho deciso di chiudere questo post con una serie di esempi che vedono “quanto” in associazione ad alcune preposizioni. Il significato della parola cambia radicalmente.

    • In quanto straniero, devo chiedere il permesso di soggiorno. (= essendo straniero…)
    • Non ho voluto comprare quella macchina in quanto sarei rimasto senza soldi. (= perché sarei rimasto…)
    • Per quanto studi, non riesco a ricordare il congiuntivo. (= anche se studio tanto…)
    • Da quanto ho capito, sembra che Fabio sia stato licenziato. (= ho capito solo che …)
    • L’esame sarà basato su quanto abbiamo studiato finora. (= su quello che…)

    Esistono molti altri esempi e situazioni in cui possiamo usare la parola “quanto”. Se avete domande, chiedete pure. Vi aspetto!

    Alla prossima.


    Antonio Corradini – La pudicizia – 1752, Cappella Sansevero, Napoli.


     

    © All Rights reserved.

    L’infinito, the Italian infinitive from a different angle

    Infinito, the Italian infinitive, is an “indefinite” mood. Examples, exercise

    The Italian infinitive, or infinito (-are / -ere / -ire), along with the gerundio and the participio, is a so called “indefinite mood”, or modo indefinito. It usually does not express any subject, it refers to another verb and “absorbs” its subject. This is a very simplified explanation, but it’s good enough for you to understand the concept of modo indefinito.

    As a side note, the infinito can be a subject in some sentences:

    • Guidare nel traffico è noioso. 

    A few basic rules and facts:


    Infinito semplice e composto

    The infinito has two tenses: semplice and composto (simple and compound).

    • Prima di mangiare, mi lavo le mani.
    • Dopo avere mangiato, faccio un pisolino.

    In some books, you can find the two tenses defined as infinito presente and infinito passato. That’s a consolidated practice, but it’s misleading. The infinitive is not really past or present.  It  happens together, before or after another action in the present, past or future expressed by another verb. For example:

    • Dopo avere mangiato, farò un pisolino.

    If I move the second sentence to the future, the action expressed by the infinito composto will be also set in the future. It’s not a past action, but a perfect (complete) action.


    Infinito Semplice (together or after the main clause)

    • Studio / Studiavo / Studierò per imparare l’italiano.

    Infinito Composto (before the main clause)

    • Dopo avere studiato guardo / ho guardato / guarderò un film.
    • Dopo essere andata in palestra, Laura mangia / ha mangiato / mangerà.

    In the same example, Laura is a woman and the verb avere changes accordingly (andata).


    Verbo o Sostantivo?

    The infinito can relate clearly to a subject and act as a verb (an action)…

    • Preferisco leggere invece di vedere la tivù. (io…)

    The first verb, lends the subject to the infinito, which does not change.

    Preferisce leggere… would be “lui” and so on.

    The infinito can be a noun (sostantivo) and a subject.

    • Leggere è bellissimo.

    In English, you would use a gerund (Reading is beautiful). See this post for more info about the difference.

    There’s a rather peculiar case where the infinitive has a clear subject: the imperativo negativo:

    • (tu) Non cominciare senza di me!

    The infinito becomes changes its nature and “becomes” the imperativo of Lui / Lei.


    Funzioni dell’infinito

    This is the real focus of our lesson. Why do we use the infinitive instead of other tenses? One of the main reasons is because it simplifies greatly the structure of some sentences. The infinito includes a subject and eliminates conjugations. It explains when, how, why… an action takes place.  Let’s see some examples of sentences with the infinito, where the subject is implicit (hidden in the verb), compared to the complete version.

    Quando? (temporale)

    • Dopo aver cenato, si è addormentata.
    • Dopo che aveva cenato, si è addormentata.

    Se…? (ipotetico)

    • Mi annoierei a vivere in questo piccolo paese.
    • Mi annoierei se vivessi in questo piccolo paese.

    A quale scopo? (finale)

    • L’ho portata al cinema per farla divertire.
    • L’ho portata al cinema affinché si divertisse.

    Con quali conseguenze? (consecutivo)

    • Era così innamorato da chiederle di sposarlo.
    • Era così innamorato che le ha chiesto di sposarlo.

    Perché? (causale)

    • Per avere cantato così bene, hanno vinto a San Remo.
    • Siccome hanno cantato così bene, hanno vinto a San Remo.

    Come? (modale)

    • Sono partiti senza salutare.
    • Sono partiti senza che ci salutassero.

    Tranne… (eccettuativo)

    • Ci piace lo sport, eccetto correre.
    • Ci piace lo sport, ma non la corsa.

    You don’t need to remember the definition of each function. Just keep an eye (and ear) on what you read and listen to. You will realise that the infinito is very common.


    Infinito senza preposizioni

    There are common cases when the infinito is linked to another verb without prepositions. Please click on the links for more details.

    • essere + aggettivo –> È meraviglioso andare a cavallo.
    • essere + avverbio –> È meglio tornare a casa.
    • vedere, sentire… –> Vedo crescere i miei figli.
    • piacere, preferire –> Preferirei lavorare la domenica.
    • dovere, potere, volere, sapere –> Voglio dormire.
    • basta, bisogna, serve…  —> Non serve insistere.
    • lasciare –> Lascialo perdere, è uno stupido!

    Infinito e congiunzioni

    Now, we are going to see how the infinito interacts with other elements of a sentence, congiunzioni and preposizioni, and build common phrases. A few examples:

    • Più che / Piuttosto che…—> Più che leggere, preferisco guardare la tivù.
    • Oltre che —> Oltre che rubare, quell’uomo è capace di uccidere.
    • Senza —> Hanno lavorato duramente senza fiatare,.
    • Invece di/che ( = anziché) —> Anziché uscire, ho preferito rimanere a casa.
    • Così da… , in modo da…, fino a… —> Ha bevuto fino a stare male.

    Infinito e preposizioni

    Before we start, if you are looking for verbs like the following…

    • Ho iniziato a studiare il francese.
    • Hai finito di lavare i piatti?

    … please look at the verbs supporting the infinito with the preposition a, and the preposition di. You will find a very exhaustive list of examples.

    We will spend some time now on the preposition DA, which is very useful when it’s combined with an infinitive.

    • Non ho niente da fare. I have nothing to do.
    • Vorrei qualcosa da mangiare. I would like something to eat.
    • Non avete nulla da perdere. You have nothing to lose.

    There’s another use of da + infinito. When we want to emphasise the effect of a situation we can use it as an idiom:

    • Questa torta è buona da morire.
    • La situazione è da piangere.
    • Questo film è tutto da ridere.

    I hope this post will help you to understand better the infinito. Please solve the quiz.

    Alla prossima!

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    Painting: Giacomo Grosso – La Femme – 1899

    “Finché” o “Finché non”? Il “non” pleonastico. Audio.

    finché

    Oggi parleremo del  cosiddetto “non pleonastico”  con alcuni esempi scritti e audio.

    Cominciamo con la parola “finché”:


     Finché o finché non?

    La parola “finché” ha due significati.

    Il primo è “fino a che”, “fino a quel momento”, “until that moment “.

    • Ci siamo divertiti finché ha cominciato a piovere.
    • Ci siamo divertiti finché non ha cominciato a piovere.

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    “Finché” o “Finché non”?

    Il “non” pleonastico

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    Raffaello Sanzio –  Studio per una delle sibille (1511)

    “Prendersi”: alcuni modi di dire – Audio

    Il verbo “prendersi” è particolarmente adatto per costruire modi di dire ed espressioni della lingua parlata.

    Come promesso, eccomi con un altro posto in italiano. Oggi ho deciso di parlare della parola prendersi cioè della versione riflessiva di “prendere” associata ad alcuni modi di dire.

    I verbi riflessivi, a volte, sono usati per aggiungere un tono idiomatico ad alcune situazioni.

    * Parlerò a velocità naturale. Le traduzioni dei modi di dire in inglese non sono perfette. Se avete suggerimenti per migliorarle, fatemi sapere.

    • Prendersela.

    Significa offendersi, legarsela al dito, rimuginare, pensare continuamente a un’offesa.

    Non te la prendere, andrà meglio la prossima volta.

     

     

    • Prendersi gioco di qualcuno.

    Significa prendere in giro, imbrogliare, fregare qualcuno.

    I compagni di classe di mio figlio si prendono gioco di lui.

    Quell’imbroglione si è preso gioco di tutti ed è scappato con i soldi.

     

     

    • Prendersi cura di qualcuno.

    Quando usciamo a cena io e mia moglie, di solito la babysitter si prende cura dei bambini.

     

     

    • Prendersi  una pausa.

    Abbiamo lavorato sodo stamattina, prendiamoci una pausa e beviamoci un caffè.

     

     

    • Prendersi una rivincita.

    L’anno scorso abbiamo perso il campionato l’ultima partita ma quest’anno ci prenderemo una bella rivincita.

     

     

    • Prendersi il merito.

    Abbiamo lavorato duro per terminare il progetto ma il nostro capo si è preso tutto il merito.

     

     

    • Prendersi la colpa.

    Mario si è preso tutta la colpa per difendere suo fratello.

     

     

    • Prendersi sul serio

    Federico mi sembra uno che si prende troppo sul serio. Dovrebbe rilassarsi un po’.

     

     

    In un tono più idiomatico, possiamo riconoscere alcune espressioni moto comuni con il verbo prendersi.

    • Prendersi una cantonata. (anche “prendere una cantonata”)

    Significa essere imbrogliato.

    Giuseppe ha voluto comprare un telefonino nuovo su Internet ma si è preso una cantonata. Era una fregatura.

     

     

    • Prendersi una cotta.

    Vuol dire innamorarsi

    Quando ero al liceo mi sono preso una cotta per la mia insegnante di matematica.

     

     

    • Prendersi una sbronza.

    Significa ubriacarsi.

    Alla festa di laurea organizzata da Stefania si sono tutti presi una sbronza colossale.

     

     

     

    E tutto per oggi, grazie mille e alla prossima. Ciao!

     

    Tiziano: Ritratto di Solimano il Magnifico – 1538

    La parola “basta”. Webcast.

    modigliani basta

    The Italian word “basta” means a lot of different things . Examples and premium webcast.

    La parola italiana basta, significa molto più di no more o enough.

    I’m going to mix Italian and English in this blog. If you like this new approach, or if you find it confusing, please let me know. All the examples are going to be only in Italian. The audio samples too.

    members login here and load the audio files

    In base a come la usiamo, la parola italiana basta può avere significati differenti. Il più ovvio è “to be enough”.

    Depending on how we use it, the Italian word “basta” can have different meanings. The most obvious is “to be enough”.

    • Vuoi ancora un po’ di vino o basta così?

    In questo caso, basta viene dal verbo impersonale bastare, di cui abbiamo già parlato in un altro blog.

    Il vino basta? È abbastanza? Do you want some more wine? Is it enough? More examples with different tenses.

    • Basteranno questi soldi per fare la spesa?

    • Vorrei studiare di più l’italiano ma il tempo non mi basta mai.

    • Per cuocere bene il pollo basterebbero ancora dieci minuti.

    Un altro significato interessante è come “no more…” o “enough with…” seguito da un verbo (stop doing this…) o da un oggetto (enough with this…).

    • Mario, basta con la Play Station, devi fare i compiti.

    Enough, no more videogames.

    Some more examples. Listen carefully.

    • Basta fumare, ti fa male.

    • Lavori troppo. Devi avere il coraggio di dire “basta”.

    • Basta con questi film violenti. Che ne dici di una commedia?

    So, if we have basta with a verb, we have something close to “stop +…ing”. Stop smoking, it’s bad for your health. In Italian we use the infinitive. Basta fumare!

    Un altro uso importante di questa parola molto versatile, è simile all’inglese “that’s it” o “it’s just…”. Nothing more than…

    • Laura è una collega e basta. Non ci vediamo mai fuori dall’ufficio.

    Laura is just a colleague, we never hang out together.

    • Ho una fame da lupi. A pranzo ho mangiato una mela e basta.

    • Avete dieci minuti per completare l’esame e poi basta.

    • Domani mi sveglio presto. Stasera guardo un po’ di tivù e basta.

    Quindi possiamo dire che “e basta” assomiglia a “and that’s it”.

    Un’ultimo uso di cui vi voglio parlare è “basta che…” =  ” as long as…”. In questo caso, è molto comune l’utilizzo del conguintivo perché esprimiamo una condizione e il verbo impersonale bastare si connette a un soggetto differente nella seconda frase. Difficile? Non proprio. Guardate gli esempi.

    So, this one is a bit of advanced grammar. “Basta che…” triggers the subjunctive, il congiuntivo, because we have a condition (as long as…), we have a “che” used to connect two sentences and we have two different subjects. Sounds difficult but actually it is not. If you have questions about the examples, feel free to ask me, or your teacher, during your classes.

    • Potete giocare a calcio in cortile, basta che stiate attenti a non calpestare i fiori.

    • Ti accompagnerò al supermercato, basta che non ci mettiamo troppo tempo.

    • Va bene, gli presterò la mia macchina. Basta che mi ci metta la benzina.

    Basta così! That’s it for today. There are other nuances and situations where the Italian word basta is appropriate. Ricordate che potete imparare l’italiano; basta studiare, parlare e praticare. Alla prossima.

    Fotografia: Amedeo Modigliani, fatta a Nizza, Francia, nel 1918 dopo avere perso tutti i documenti.

     

    Addirittura? Non ci credo. WEBCAST

    addirittura

    addirittura

    Ci sono delle parole italiane difficili da tradurre o immaginare in altre lingue.

    Oggi parliamo di “addirittura” e altri avverbi che esprimono sorpresa o esagerazione.

    Webcast

    Oggi ho voglia di scrivere un post in italiano, tanto per cambiare. È molto importante, per gli studenti di livello intermedio e avanzato, cominciare a leggere e pensare direttamente in italiano, quindi scriverò più spesso nella nostra bella lingua.

    Avete mai sentito la parola addirittura? Si tratta di un avverbio, dunque descrive un verbo, e si usa per enfatizzare un’azione insolita, eccezionale. Ecco un esempio:

    • Mia madre ama i gatti. Ne ha addirittura sette.

    Li ama così tanto che ne ha addirittura sette. Non uno, ma ben sette! La parola addirittura enfatizza la quantità esagerata di gatti ed è legata al verbo avere.

    In inglese potremmo tradurla con even o actually, ma il significato di addirittura ha una sfumatura differente e si usa in circostanze svariate.

    Naturalmente, possiamo usare addirittura in senso ironico.

    • Stefano si è sposato. Ha addirittura indossato la cravatta per l’occasione.

     

    Quindi, possiamo capire che Stefano di solito non è un tipo elegante. Solo per il suo matrimonio ha addirittura indossato una cravatta. È evidente che stiamo prendendo in giro il povero Stefano.

    Un altro uso piuttosto comune di addirittura è come esclamazione, sia genuina che ironica.

    • Oggi sono scesi trenta centimetri di neve

    • Addirittura?!

     

    Esistono pure dei validi sinonimi, come perfino e persino, molto simili ad addirittura, con la differenza che non si usano come esclamazioni.

    • In Toscana si mangia bene, ma in Sicilia si mangia persino meglio.

    • Usare l’iPad è molto facile, ci riesce perfino mia nonna.

     

    Infine, eccovi una lista di frasi con addirittura, persino e perfino. Se siete nostri studenti Skype, potete ascoltare la pronuncia corretta usando il file audio in fondo alla pagina. Se ci sono domande, fatemi sapere. Grazie e alla prossima!

    • È diventato così ricco che ha addirittura comprato un’isola.

    • Erano convinti di sposarsi, avevano perfino comprato gli anelli. Alla fine però hanno rinunciato.

    • Davide è un gran tirchio. Ha addirittura rinunciato alla colazione per risparmiare.

    • Abbiamo perso l’ultimo treno e abbiamo addirittura dovuto aspettare la mattina seguente.

    • Laura è molto in gamba, parla addirittura cinque lingue!

    • Persino mio fratello si è rifiutato di mangiare quella porcheria.

    • Basta, mi licenzio! – Addirittura?

     

    Opera d’arte di oggi –  Giuditta con la sua ancella – Artemisia Gentileschi 1618

     

    Vengo a prenderti, guido e ti porto a casa – Audio

    English speakers easily confuse prendere, guidare and portare, three quite different verbs in Italian

    Listen to the examples


    Prendere, guidare and portare (qualcuno) are sometimes mixed up by English speakers when they want to say I pick you up, I drive you, I take you somewhere.

    We can add accompagnare, because it’s a useful verb that students could and should use more often.

    The confusion happens because we can’t translate these verbs directly from English into Italian and vice versa. Prendere and portare can both mean “to take” depending on the situation. Let’s see three simple examples.


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    AUDIO EXAMPLES


    Vengo a prenderti, guido e ti porto a casa

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