Le frasi causative (fare + infinito) sono una struttura tipicamente italiana per dire che qualcuno fa compiere un’azione a qualcun altro. In questa guida vediamo la costruzione base, la scelta tra le preposizioni “a” e “da”, la forma riflessiva farsi + infinito, il verbo lasciare + infinito, la posizione dei pronomi clitici, le differenze con l’inglese (make, have, get, let), le espressioni idiomatiche più comuni, un dialogo dal parrucchiere di Torino e una mini-sfida finale.
🔍 Cosa imparerai
Salta alle sezioni 👇🏻
- Cosa sono le frasi causative
- Come si forma: fare + infinito
- “A” o “da”? Le due preposizioni
- Farsi + infinito: la forma riflessiva
- Lasciare + infinito: il permesso
- Posizione dei pronomi clitici
- Differenze con l’inglese (make, have, get, let)
- Espressioni idiomatiche frequenti
- Dialogo dal parrucchiere di Torino
- Tabella di riferimento
- 🎯 Mini-sfida
- Domande frequenti
Cosa sono le frasi causative
Le frasi causative indicano che un soggetto “causa” o “permette” che un’azione venga compiuta da qualcun altro, oppure che un’azione venga compiuta su se stesso da un terzo. Il soggetto grammaticale non esegue l’azione: la delega, la ordina, la subisce o la permette.
- “Guido la macchina.” (frase normale: io compio l’azione)
- “Faccio guidare la macchina a Luigi.” (frase causativa: io decido, Luigi esegue)
- “Mi faccio tagliare i capelli dal parrucchiere.” (frase causativa riflessiva: io subisco l’azione)
Esistono due soggetti logici: quello “forte” (che decide o ordina) e quello “debole” (che esegue). Il verbo fare è sempre coniugato e appartiene al soggetto forte; il secondo verbo è sempre all’infinito semplice, mai passato: “faccio guidare”, non “faccio aver guidato”.
🔍 Osservazione. L’errore più frequente degli anglofoni è coniugare il secondo verbo: “faccio guido” o “faccio guidato”. La regola d’oro è: fare si coniuga, il secondo verbo resta all’infinito. Sempre. In qualsiasi tempo, modo e persona.
Come si forma: fare + infinito
La costruzione base è fare + infinito. Il verbo fare si coniuga liberamente in tutti i tempi e modi, mentre il secondo verbo resta all’infinito semplice.
- Presente: “Faccio riparare la lavatrice.”
- Passato prossimo: “Ho fatto riparare la lavatrice.”
- Futuro: “Farò riparare la lavatrice domani.”
- Congiuntivo: “Spero che faccia riparare la lavatrice.”
- Imperativo: “Fai riparare la lavatrice, non aspettare!”
- Gerundio: “Facendo riparare la lavatrice, ho speso troppo.”
Il secondo soggetto (l’agente che esegue) può essere presente o sottinteso. Esistono tre configurazioni principali:
- Senza oggetto, con secondo soggetto: “Faccio studiare Luigi.” (intransitivo, Luigi è oggetto diretto)
- Con oggetto, senza secondo soggetto esplicito: “Faccio riparare la lavatrice.” (chi ripara è implicito)
- Con oggetto e secondo soggetto: “Faccio riparare la lavatrice al tecnico / dal tecnico.” (secondo soggetto con a o da)
Regola chiave: quando c’è già un oggetto diretto, il secondo soggetto (l’agente) non può essere oggetto diretto. Va introdotto da preposizione.
“A” o “da”? Le due preposizioni
La scelta tra “a” e “da” per introdurre il secondo soggetto dipende da sfumature di forza e autonomia dell’agente. Entrambe sono grammaticalmente corrette, ma hanno significati leggermente diversi.
- “a”: agente più passivo, che riceve un ordine o un permesso dal soggetto forte. “La mamma fa mangiare la minestra al bambino.” (il bambino subisce la volontà della mamma)
- “da”: agente più autonomo, simile all’agente di un passivo, che ha la competenza e il potere di compiere l’azione. “Ho fatto riparare la macchina dal meccanico.” (il meccanico è il professionista competente)
Quando la frase è ambigua tra oggetto indiretto e secondo soggetto, da elimina il dubbio. “Faccio portare la borsa a Gianni” può significare due cose (Gianni porta / qualcuno porta a Gianni). “Faccio portare la borsa da Gianni” è inequivocabile: Gianni è il portatore.
Il verbo fare ha anche due gradi di forza semantica: “permettere” (debole) e “obbligare/ordinare” (forte). Il contesto chiarisce. “La mamma fa assaggiare il dolce ai bambini” = permette. “La mamma fa studiare la matematica ai bambini” = obbliga. Vedi più avanti il paragrafo su lasciare per eliminare questa ambiguità.
Farsi + infinito: la forma riflessiva
Quando il soggetto forte è anche il destinatario dell’azione (l’azione avviene su di lui), si usa la forma riflessiva farsi + infinito. In inglese corrisponde a “to have / get something done”.
- “Mi faccio tagliare i capelli da un parrucchiere di Torino.” (I’m getting my hair cut)
- “Gianna si è fatta visitare da un cardiologo privato.”
- “Ci siamo fatti accompagnare all’aeroporto da mio fratello.”
- “Mi faccio preparare la cena dalla nonna ogni domenica.”
Regola ferrea: con la forma riflessiva il secondo soggetto si introduce sempre con “da”, mai con “a”. Si dice “Mi faccio tagliare i capelli da Luigi”, non “a Luigi”. Con un oggetto inanimato è ancora più evidente: “Mi faccio lavare la macchina dal benzinaio”.
Al passato prossimo l’ausiliare è essere (come tutti i riflessivi) e il participio concorda col soggetto: “Gianna si è fatta visitare”, “I ragazzi si sono fatti aiutare”.
Lasciare + infinito: il permesso
Quando il soggetto forte permette un’azione invece di ordinarla, si può usare lasciare + infinito. Lasciare è sempre permissivo (let), mentre fare è ambiguo tra permissivo e obbligativo.
- “Lascio guidare la macchina a mio figlio.” (gli permetto, lui voleva)
- “Lasciamo dormire il bambino fino a tardi.” (non lo svegliamo)
- “Il professore ci ha lasciato uscire dieci minuti prima.”
- “Lasciati aiutare, non fare tutto da solo.” (forma riflessiva di lasciarsi)
Anche con lasciare si usano a o da per introdurre il secondo soggetto, ma a è più frequente perché il contesto permissivo è intrinseco: “Lascio guidare a mio figlio”. La forma riflessiva lasciarsi mantiene la regola del da: “Mi lascio convincere da lui”.
Posizione dei pronomi clitici
I pronomi clitici (lo, la, li, le, mi, ti, ci, vi, gli, le, ne) si attaccano sempre al verbo principale coniugato (fare o lasciare), non all’infinito che segue. Questa è una delle regole più violate dagli anglofoni.
- “Lo faccio studiare.” (non “faccio studiarlo”)
- “Gliela faccio riparare.” (non “faccio ripararla a lui”)
- “Ce ne fai portare due?” (non “fai portarcene due”)
Con imperativo, infinito e gerundio di fare, i pronomi diventano enclitici (si attaccano alla fine): “Fammelo sapere!” (imperativo), “Per fargliela pagare” (infinito), “Facendolo studiare, ho visto che è bravo” (gerundio).
Con la forma riflessiva farsi, il pronome riflessivo precede sempre il clitico dell’oggetto: “Me la faccio preparare” (la cena), “Te li sei fatti tagliare” (i capelli).
Differenze con l’inglese (make, have, get, let)
L’inglese distribuisce su almeno quattro verbi ciò che l’italiano concentra in due. Fare copre make, have, get; lasciare copre let.
| Inglese | Italiano | Esempio |
|---|---|---|
| make someone do | far fare | “Mi ha fatto piangere.” (He made me cry) |
| have / get something done | farsi fare (riflessivo) | “Mi faccio tagliare i capelli.” (I get my hair cut) |
| have someone do | far fare a / da | “Faccio pulire la casa alla domestica.” (I have the housekeeper clean) |
| get someone to do | far fare | “L’ho fatto venire a cena.” (I got him to come) |
| let someone do | lasciar fare / far fare (debole) | “La lascio uscire la sera.” (I let her go out) |
Errori tipici degli anglofoni: (1) tradurre letteralmente “have my car washed” con “avere la mia macchina lavata”: sbagliato, si dice “farsi lavare la macchina”. (2) usare il participio passato come in inglese: “faccio la lavatrice riparata”: sbagliato, sempre infinito: “faccio riparare la lavatrice”. (3) mettere il secondo soggetto tra fare e l’infinito: “Faccio Luigi studiare”: sbagliato, si dice “Faccio studiare Luigi” (l’infinito segue direttamente fare).
🔍 Osservazione. L’ordine rigido “fare + infinito” senza nulla in mezzo è una differenza strutturale con l’inglese, dove “make” ammette un oggetto intermedio (“make Luisa look younger”). In italiano il clitico va sempre prima di fare: “Quel vestito la fa sembrare più giovane.” Il nome pieno va dopo l’infinito: “fa sembrare Luisa più giovane.” Mai in mezzo.
Espressioni idiomatiche frequenti
Il causativo è molto presente nella lingua parlata attraverso espressioni idiomatiche cristallizzate. Ecco le più comuni, raggruppate per tipologia.
- “Fare venire l’acquolina in bocca”: stimolare l’appetito. “L’odore del ragù che cuoce mi fa venire l’acquolina in bocca.”
- “Fare saltare i nervi”: irritare profondamente. “Il traffico di Roma mi fa saltare i nervi.”
- “Fare passare la voglia”: togliere l’entusiasmo. “Quella vacanza disastrosa ci ha fatto passare la voglia di tornare in quell’albergo.”
- “Fare tirare un sospiro di sollievo”: rassicurare. “Quando è arrivato il suo messaggio, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo.”
- “Fare venire la pelle d’oca”: provocare forte emozione. “Quella scena del film ci ha fatto venire la pelle d’oca.”
- “Farsi fregare”: cadere vittima di un inganno. “Ha comprato un Rolex falso: si è fatto fregare dal venditore abusivo.”
- “Farsi servire”: approfittare della gentilezza altrui. “In vacanza a Capri vogliamo farci servire come dei pascià.”
- “Lasciare perdere”: smettere di insistere. “Lascia perdere, non vale la pena discutere con lui.”
- “Lasciarsi andare”: eliminare le inibizioni. “Alla festa si è lasciata andare e ha ballato tutta la notte.”
- “Lasciarsi scappare”: dire involontariamente. “Si è lasciato scappare che Marco si sposa ad agosto.”
Dialogo dal parrucchiere di Torino
Siamo in un salone di parrucchiere in via Po, nel centro di Torino. Chiara (🧑🏻🦰) è cliente abituale e Luca (🧑🏽) è il suo parrucchiere. Osserva quante forme del causativo compaiono in cinque minuti di conversazione reale.
- 🧑🏽 Luca: Ciao Chiara, allora: oggi ti fai tagliare solo le punte o facciamo qualcosa di più strutturato?
🧑🏻🦰 Chiara: Volevo farmi fare un taglio corto, tipo pixie. Mia sorella se l’è fatto fare il mese scorso e le sta benissimo.
🧑🏽 Luca: Ok. Ti avverto: il pixie va mantenuto. Devi farti ritoccare la nuca ogni tre settimane, altrimenti perde la forma. Te lo faccio più lungo o più radicale?
🧑🏻🦰 Chiara: Più radicale. E poi vorrei anche farmi schiarire qualche ciocca. Il mese scorso mi sono lasciata convincere dal tuo collega a fare un balayage che non mi è piaciuto. Questa volta decido io.
🧑🏽 Luca: Tranquilla. Le ciocche te le faccio più naturali, dorate invece che platino. Poi prima di andare ti faccio provare un trattamento nuovo alla cheratina: fa sembrare i capelli molto più lucidi per un mese.
🧑🏻🦰 Chiara: Perfetto. Ah, una cosa: mio marito vuole farsi tagliare la barba. Può venire dopo di me senza appuntamento?
🧑🏽 Luca: Certo. Gli faccio sapere quando sono libero: digli di farsi mandare un messaggino da te verso le sei.
Analisi causative: riflessivo con agente espresso (ti fai tagliare, farmi fare, farmi schiarire, lasciata convincere dal tuo collega, farsi tagliare), riflessivo senza agente (farti ritoccare, farsi mandare), fare con clitico (te lo faccio, te le faccio, ti faccio provare, gli faccio sapere), costruzione attiva senza riflessivo (facciamo, fa sembrare). Nota la preposizione da sempre nei riflessivi con agente.
Tabella di riferimento
| Costruzione | Struttura | Preposizione | Esempio |
|---|---|---|---|
| Base (senza oggetto) | fare + infinito + soggetto | – | Faccio studiare Luigi. |
| Con oggetto | fare + infinito + oggetto (+ a/da agente) | a (debole) / da (forte) | Faccio riparare la lavatrice al tecnico / dal tecnico. |
| Riflessivo | farsi + infinito + oggetto + da agente | SEMPRE da | Mi faccio tagliare i capelli da Luca. |
| Permissivo | lasciare + infinito (+ a agente) | a (preferita) | Lascio guidare la macchina a mio figlio. |
| Clitico + fare | clitico + fare coniugato + infinito | – | Glielo faccio sapere. |
| Fare imperativo | fa’/fate + clitico enclitico + infinito | – | Fammelo sapere! |
🎯 Mini-sfida
Trasforma o completa le frasi secondo le indicazioni. Le soluzioni sono al fondo.
- Traduci: “The dentist made me wait two hours.” (causativo attivo con fare + infinito)
Traduci: “I get my suit dry-cleaned every month.” (riflessivo farsi + infinito)
Completa: “Domani _____ riparare il computer _____ Marco.” (fare + preposizione corretta)
Sostituisci con un clitico: “Faccio studiare la matematica a Luigi.” → “_____ faccio studiare.”
Riscrivi al passato prossimo: “Mi faccio tagliare i capelli.”
Scegli: “Non _____ convincere da lui!” (farsi / lasciarsi imperativo seconda persona singolare)
Soluzioni: (1) Il dentista mi ha fatto aspettare due ore. (2) Mi faccio lavare il vestito a secco ogni mese. (3) Domani faccio riparare il computer da Marco (preferibile da: Marco è l’agente competente). (4) Gliela faccio studiare (la matematica = la; a Luigi = gli; insieme = gliela). (5) Mi sono fatto/fatta tagliare i capelli (riflessivo, ausiliare essere, participio concorda col soggetto). (6) Non farti convincere da lui! (o anche Non lasciarti convincere da lui!).
Che cos’è una frase causativa in italiano?
Una frase causativa indica che un soggetto fa compiere un’azione a qualcun altro, invece di compierla direttamente. La costruzione base è fare + infinito (Faccio riparare la macchina). Esistono anche la forma riflessiva farsi + infinito (Mi faccio tagliare i capelli) e la forma permissiva lasciare + infinito (Lascio guidare mio figlio).
Quando si usa a e quando si usa da nelle frasi causative?
Si usa a quando l’agente è più passivo o riceve un ordine (Faccio studiare la matematica al bambino). Si usa da quando l’agente è più autonomo, professionale o competente (Ho fatto riparare la macchina dal meccanico). Con la forma riflessiva farsi + infinito si usa sempre da, mai a (Mi faccio tagliare i capelli da Luca).
Qual è la differenza tra fare e lasciare + infinito?
Fare è ambiguo e può significare sia obbligare sia permettere. Lasciare è sempre permissivo (equivalente a let in inglese). Faccio guidare a mio figlio può significare che lo obbligo o che lo permetto. Lascio guidare a mio figlio elimina l’ambiguità: gli permetto, non lo obbligo.
Dove va il pronome clitico nelle frasi causative?
Il clitico si attacca sempre al verbo fare coniugato, non all’infinito che segue. Si dice Lo faccio studiare, non Faccio studiarlo. Con imperativo, infinito o gerundio il clitico diventa enclitico: Fammelo sapere, per fargliela pagare, facendolo studiare. Con la forma riflessiva farsi il pronome riflessivo precede il clitico dell’oggetto: Me la faccio preparare.
Come si traduce have my hair cut in italiano?
Si traduce con la forma riflessiva farsi + infinito: mi faccio tagliare i capelli. L’agente (il parrucchiere) si introduce sempre con da: mi faccio tagliare i capelli dal parrucchiere. La traduzione letterale ho i miei capelli tagliati non esiste in italiano.
Quali sono gli errori più comuni degli anglofoni con il causativo italiano?
I tre errori più frequenti sono: (1) coniugare il secondo verbo, faccio guido invece di faccio guidare; (2) tradurre letteralmente have something done con il participio passato, faccio la macchina riparata invece di faccio riparare la macchina; (3) mettere il secondo soggetto tra fare e l’infinito, faccio Luigi studiare invece di faccio studiare Luigi.
Per approfondire, leggi la guida sulla posizione degli aggettivi o sui gradi degli aggettivi qualificativi. Per una trattazione accademica consulta la voce costruzione causativa sull’Enciclopedia dell’Italiano Treccani.
Le frasi causative
–
Quattro
Chiacchiere

Corso di italiano su Zoom
- 4 nuove lezioni ogni mese
4 strumenti di apprendimento
4 studenti per classe
Entra ed esci quando vuoi
Comincia oggi!





