I gradi degli aggettivi qualificativi sono tre: positivo, comparativo, superlativo. In questa guida vediamo come funzionano il comparativo (maggioranza, minoranza, uguaglianza), il superlativo (relativo e assoluto), la regola pratica tra “di” e “che”, le forme irregolari di origine latina (migliore, peggiore, ottimo, pessimo), gli avverbi che seguono la stessa logica, un dialogo sul porto di Genova e una mini-sfida finale.
🔍 Cosa imparerai
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- I tre gradi: positivo, comparativo, superlativo
- Comparativo di maggioranza e minoranza
- Comparativo di uguaglianza
- Quando “di” e quando “che”
- Superlativo relativo
- Superlativo assoluto: cinque modi
- Forme irregolari: migliore, peggiore, massimo, minimo
- Gli avverbi: meglio, peggio, benissimo
- Espressioni utili: sempre più, in meglio, di quanto
- Dialogo sul porto di Genova
- Tabella di riferimento
- 🎯 Mini-sfida
- Domande frequenti
I tre gradi: positivo, comparativo, superlativo
I gradi degli aggettivi qualificativi esprimono l’intensità con cui una qualità è presente in un nome. Gli aggettivi qualificativi (alto, bello, intelligente, difficile) hanno tre livelli di intensità.
- Positivo: esprime la qualità senza confronto e senza intensificazione. Luigi è alto.
- Comparativo: confronta due elementi. Luigi è più alto di Mario / meno alto di Mario / alto come Mario.
- Superlativo: indica la qualità al massimo grado, dentro un gruppo (relativo) o in assoluto. Luigi è il più alto della squadra. / Luigi è altissimo.
🔍 Osservazione. Non tutti gli aggettivi hanno tutti i gradi. Gli aggettivi relazionali o classificatori (italiano, triangolare, settimanale) normalmente non ammettono comparativo e superlativo perché classificano, non descrivono una qualità graduabile. “Italianissimo” esiste solo come iperbole colloquiale.
Comparativo di maggioranza e minoranza
Il comparativo di maggioranza si forma con più davanti all’aggettivo. Il comparativo di minoranza si forma con meno. Il secondo termine di paragone è introdotto da di (+ nome o pronome) o da che (+ verbo, preposizione, due qualità confrontate).
- “Mio fratello è più magro di me.” (confronto tra due persone)
- “Il treno è meno caro dell’aereo.” (confronto tra due cose)
- “È più pericoloso guidare a Napoli che nuotare con gli squali.” (confronto tra due verbi)
- “Quel film è più interessante che divertente.” (confronto tra due qualità dello stesso oggetto)
- “Lavorare di domenica è meno pesante che di lunedì.” (confronto davanti a preposizione)
Comparativo di uguaglianza
Il comparativo di uguaglianza indica che due elementi possiedono la stessa qualità nella stessa misura. Si costruisce con le coppie tanto… quanto oppure così… come. Gli avverbi tanto e così davanti al primo termine sono spesso omessi, soprattutto quando si confrontano due nomi o due pronomi.
- “A Napoli fa caldo come a Roma.” (così omesso, due luoghi)
- “Io non sono (tanto) bravo quanto te.” (con avverbio opzionale)
- “Federica è (tanto) simpatica quanto educata.” (due aggettivi: avverbio più frequente)
- “Il viaggio risultò (così) faticoso come avevamo previsto.” (confronto con proposizione)
La coppia tanto… quanto dà l’idea della quantità, così… come della qualità, ma nell’uso corrente sono spesso interscambiabili.
Quando “di” e quando “che”
La regola empirica che funziona nella stragrande maggioranza dei casi è: “di” quando confronti due protagonisti diversi su una qualità, “che” quando confronti due qualità dello stesso protagonista o quando il secondo termine è un verbo, un aggettivo, o un nome/pronome retto da preposizione.
- “di”: “Milano è più grande di Firenze.” (due città)
- “che”: “Milano è più interessante che appariscente.” (due qualità della stessa città)
- “che” + verbo: “Cucinare è più divertente che lavare i piatti.”
- “che” + preposizione: “Questo lavoro è più utile per me che per te.”
Superlativo relativo
Il superlativo relativo indica che la qualità è posseduta al massimo (o al minimo) grado all’interno di un gruppo. Si forma con l’articolo determinativo + più / meno + aggettivo, seguito da di o tra/fra + il gruppo di riferimento.
- “Mimmo è il più simpatico dei miei amici.”
- “Il mio quartiere è il meno verde della città.”
- “Il Monte Bianco è la più alta tra le montagne delle Alpi.”
Superlativo assoluto: cinque modi
Il superlativo assoluto esprime una qualità al massimo grado in modo indipendente, senza gruppo di paragone. L’italiano offre cinque strategie diverse, con sfumature di registro e intensità.
- Suffisso -issimo: la forma standard. altissimo, difficilissimo, gentilissima, buonissimo.
- Avverbio davanti: molto alto, davvero gentile, incredibilmente difficile, proprio bello, veramente imponente.
- Prefissi intensivi (parlato): super-veloce, stra-pieno, iper-critico, ultra-moderno, arci-noto.
- Reduplicazione: l’aggettivo ripetuto due volte rafforza. L’esame è stato facile facile. Questa giacca ti sta giusta giusta.
- Coppie cristallizzate aggettivo + aggettivo o + nome: stanco morto, ubriaco fradicio, rosso fiammante, pieno zeppo, bagnato fradicio, innamorato cotto.
Attenzione ad alcune irregolarità ortografiche del suffisso -issimo: amico → amicissimo (con doppia c dura grazie alla “h” implicita? no: semplicemente mantiene -c- → amicissimo si pronuncia “ami-chissimo” ma si scrive così), lungo → lunghissimo (con h per mantenere la g dura), magro → magrissimo (regolare).
Forme irregolari: migliore, peggiore, massimo, minimo
Quattro aggettivi fondamentali conservano forme di origine latina accanto a quelle regolari. Le forme irregolari appartengono al registro standard-formale e sono spesso le più usate nella lingua scritta e parlata.
| Positivo | Comparativo | Superlativo relativo | Superlativo assoluto |
|---|---|---|---|
| buono | più buono / migliore | il migliore / il più buono | buonissimo / ottimo |
| cattivo | più cattivo / peggiore | il peggiore / il più cattivo | cattivissimo / pessimo |
| grande | più grande / maggiore | il maggiore / il più grande | grandissimo / massimo |
| piccolo | più piccolo / minore | il minore / il più piccolo | piccolissimo / minimo |
Le forme irregolari hanno spesso una sfumatura figurata: mio fratello maggiore = il più vecchio (non il più grande fisicamente); un pessimo giudizio = un giudizio molto negativo; il minimo errore = il più piccolo errore possibile. Con il significato letterale fisico si preferisce la forma regolare: il pane più grande, non il pane maggiore.
Altre coppie latine meno usate: alto → superiore / supremo, basso → inferiore / infimo, esterno → estremo, interno → intimo, vicino → prossimo.
Gli avverbi: meglio, peggio, benissimo
Molti avverbi hanno anch’essi comparativo e superlativo, seguendo la stessa logica degli aggettivi. Gli avverbi derivati da aggettivi irregolari mantengono forme speciali.
| Avverbio positivo | Comparativo | Superlativo assoluto |
|---|---|---|
| bene | meglio | benissimo / ottimamente |
| male | peggio | malissimo / pessimamente (raro) |
| molto | più | moltissimo |
| poco | meno | pochissimo |
| piano (di modo) | più / meno piano | pianissimo |
| vicino (di luogo) | più vicino | vicinissimo |
| tardi / presto (di tempo) | più tardi / più presto | tardissimo / prestissimo |
Errore frequente: non confondere meglio/peggio (avverbi) con migliore/peggiore (aggettivi). “Guido meglio di te” (avverbio: modifica il verbo). “Sono un autista migliore di te” (aggettivo: modifica il nome autista).
Espressioni utili: sempre più, in meglio, di quanto
Alcune espressioni idiomatiche con comparativi sono frequentissime nel parlato quotidiano.
- “sempre più / meno”: indica un aumento o una diminuzione progressivi. “Mi sento sempre più sereno.” “Ho sempre meno voglia di lavorare.” “La situazione peggiora sempre di più.”
- “in più / in meno”: quantità che eccede o manca rispetto al previsto. “Il treno ci ha messo un’ora in più.”
- “in meglio / in peggio”: direzione di un cambiamento. “La qualità della vita è cambiata in meglio.”
- “più… di quanto / di come / di quello che”: introduce una proposizione comparativa, spesso con il congiuntivo. “Bologna è più bella di quanto avessi pensato.” “Era meno amichevole di come la ricordavo.”
Dialogo sul porto di Genova
Siamo sul porto antico di Genova, davanti all’Acquario. Giulia (🧑🏻🦰) e Matteo (🧑🏽) stanno pianificando il pomeriggio. Nota i gradi degli aggettivi qualificativi in azione.
- 🧑🏻🦰 Giulia: Che giornata bellissima! Il porto oggi è più tranquillo di ieri. Vuoi entrare all’Acquario? Dicono che sia il più grande d’Italia.
🧑🏽 Matteo: In realtà è il secondo più grande, il maggiore è quello di Valencia. Però la visita qui è più interessante che lunga: in due ore vedi tutto. E oggi c’è meno coda del solito.
🧑🏻🦰 Giulia: Meglio così, di solito in agosto è pieno zeppo. Poi volevo provare la focaccia di Recco, dicono che sia ottima, migliore di quella normale.
🧑🏽 Matteo: La focaccia di Recco è tanto famosa quanto imitata male fuori Liguria. Qui a Genova fanno la versione più autentica: impasto sottilissimo, ripieno di stracchino cremoso, cottura velocissima nel forno a legna.
🧑🏻🦰 Giulia: Poi dopo magari una camminata fino a Boccadasse? Si dice che sia il più pittoresco dei quartieri di Genova, più suggestivo che turistico, almeno fuori stagione.
🧑🏽 Matteo: Ottima idea. Boccadasse a piedi è meno stancante di quanto sembri: sono solo venti minuti dal porto. E la vista sul mare è di gran lunga la più bella della città. Alla fine ci fermiamo per un gelato buonissimo sulla spiaggia.
Analisi gradi: superlativi assoluti (giornata bellissima, sottilissimo, velocissima, ottima, pieno zeppo, buonissimo), superlativi relativi (il più grande d’Italia, il più pittoresco dei quartieri, la più bella della città), comparativi di maggioranza (più tranquillo di ieri, più interessante che lunga, più autentica, più suggestivo che turistico), minoranza (meno coda del solito, meno stancante di quanto), uguaglianza (tanto famosa quanto imitata), irregolari (migliore di, maggiore).
🔍 Osservazione. Il dialogo reale alterna continuamente forme regolari (più grande) e irregolari (maggiore, ottimo). La forma irregolare si usa in espressioni cristallizzate (“fratello maggiore”, “di gran lunga il migliore”) e in registro standard-formale. La forma regolare è più trasparente e si usa per descrizioni fisiche o concrete. Entrambe sono corrette.
Tabella di riferimento
| Grado | Tipo | Formazione | Esempio |
|---|---|---|---|
| Positivo | – | aggettivo semplice | alto |
| Comparativo | di maggioranza | più + agg + di/che | più alto di Mario |
| di minoranza | meno + agg + di/che | meno alto di Mario | |
| di uguaglianza | (tanto/così) + agg + quanto/come | alto quanto Mario | |
| Superlativo | relativo | il + più/meno + agg + di/tra | il più alto della squadra |
| assoluto | -issimo / molto + agg / prefissi / reduplicazione / coppia | altissimo, molto alto, super-alto, stanco morto | |
| Irregolari | latini | buono→migliore, grande→maggiore, cattivo→peggiore, piccolo→minore | ottimo, massimo, pessimo, minimo |
🎯 Mini-sfida
Trasforma le frasi scegliendo il grado e la particella corretti. Le soluzioni sono al fondo.
- Roma è ___ grande ___ Firenze. (comparativo di maggioranza, più + scelta di/che)
Questo libro è più utile ___ interessante. (due qualità dello stesso libro)
Marco è il ragazzo ___ alto ___ classe. (superlativo relativo, gruppo)
La pizza napoletana è ___. (superlativo assoluto di buona, forma irregolare)
Oggi sto ___ di ieri. (comparativo irregolare dell’avverbio bene)
Sono ___ stanca quanto felice. (comparativo di uguaglianza con avverbio opzionale)
Soluzioni: (1) più grande di Firenze (due città, si usa di). (2) più utile che interessante (due qualità stesso soggetto, si usa che). (3) il ragazzo più alto della classe (superlativo relativo con di). (4) ottima (o buonissima, forma irregolare da buona). (5) meglio di ieri (comparativo dell’avverbio bene). (6) (tanto) stanca quanto felice (uguaglianza, tanto è facoltativo).
Quali sono i tre gradi degli aggettivi qualificativi?
I tre gradi sono positivo (Luigi è alto), comparativo (Luigi è più alto di Mario) e superlativo. Il comparativo può essere di maggioranza, minoranza o uguaglianza. Il superlativo può essere relativo (il più alto di un gruppo) o assoluto (altissimo, senza confronto).
Quando si usa di e quando si usa che nei comparativi?
Regola empirica: si usa di quando confronti due persone o cose diverse (Milano è più grande di Roma). Si usa che quando confronti due qualità dello stesso soggetto (Milano è più interessante che bella), o davanti a verbi (è più divertente cucinare che pulire), o davanti a preposizione (è più utile per me che per te).
Come si forma il superlativo assoluto in italiano?
Ci sono cinque modi principali: suffisso -issimo (altissimo), avverbio davanti (molto alto, davvero gentile), prefissi intensivi nel parlato (super-veloce, stra-pieno), reduplicazione dell’aggettivo (facile facile), coppie cristallizzate (stanco morto, rosso fiammante, pieno zeppo).
Qual è la differenza tra migliore e più buono?
Sono entrambe corrette ma hanno sfumature diverse. Migliore, peggiore, maggiore, minore sono forme di origine latina tipiche del registro standard e formale e spesso indicano valori astratti o figurati (un giudizio pessimo, il fratello maggiore). Più buono, più cattivo, più grande, più piccolo sono trasparenti e si preferiscono per descrizioni fisiche o concrete (il pane più grande).
Qual è la differenza tra meglio e migliore?
Meglio è un avverbio: modifica un verbo (guido meglio di te, sto meglio oggi). Migliore è un aggettivo: modifica un nome (sono un autista migliore di te, questo è il vino migliore). Confondere i due è uno degli errori più comuni per chi impara l’italiano.
Tutti gli aggettivi hanno comparativo e superlativo?
No. Gli aggettivi relazionali o classificatori (italiano, triangolare, settimanale, chimico) normalmente non hanno gradi perché classificano invece di descrivere una qualità graduabile. Anche aggettivi che esprimono già un’idea massima (meraviglioso, eccellente, infinito) tipicamente non formano superlativi assoluti perché sarebbero ridondanti.
Per approfondire, leggi la guida sulla posizione degli aggettivi in italiano o su quando non usare gli articoli. Per una trattazione accademica consulta la voce grado dell’aggettivo sulla Grammatica italiana Treccani.
Comparativi e Superlativi
–
Quattro
Chiacchiere

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