
Mi è capitato tra le mani questo bel libro sull’origine dei proverbi. Evidentemente, l’autore è toscano e riconduce l’etimologia di alcune espressioni a eventi storici e personaggi famosi, toscani in Toscana, forse in modo troppo insistente, ma comunque stimolante. Tutti i modi di dire sono diffusi in Italia e in uso nell’italiano contemporaneo.
Sinossi
Cosa significa realmente “ciao”? Perché si dice “vecchio come il cucco”? E che vuol dire “avere la coda di paglia”? In questa raccolta di centoquaranta adagi, proverbi, modi di dire, aforismi e curiosità legati alla cultura toscana, l’autore ci insegna l’origine, spesso sorprendente, delle espressioni tipicamente fiorentine (“reggere il moccolo” o “essere ridotti al lumicino”) e di altre locuzioni, ormai di uso comune, che risalgono all’antichità o al Medioevo. Un’antologia brillante e curiosa che ci porterà dentro i fatti, le situazioni, le vicende storiche che hanno fatto nascere il nostro linguaggio quotidiano.
Adagio ma non troppo – Amazon
(Non sono affiliato ad Amazon e Jeff Bezos…).
A differenza degli esercizi precedenti, in cui dovete solitamente indovinare il significato dei modi di dire, per questa lezione invertiremo la logica della domanda e scopriremo immediatamente il senso delle espressioni presenti nel quiz.
Dovrete immaginare e indovinare le origini dei detti, dei proverbi e delle locuzioni che, ancora oggi, corrono sulle labbra degli italiani. LA lezione sarà utile per aiutarvi a capire ed usare, con parsimonia, le “frasi fatte” che arricchiscono al nostra bella lingua.
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"Vocabolario: Adagi ma non troppo – di Franco Ciarleglio "
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Question 1 of 30
1. Question
GUFARE
Portare sfortuna, esprimere pessimismo su qualcosa che altri sperano vada bene. Chi gufa dice «vedrai che perderanno» prima ancora che cominci la partita. Nel calcio chi gufa è temutissimo, come se portasse il malocchio con il solo pensiero.
Cosa c’entra il gufo con la sfortuna?Correct
Il gufo era considerato presagio di morte nell’antichità classica.
Nell’antica Roma il gufo era un animale notturno associato alla morte e alle sventure. Nel Medioevo si credeva fosse addirittura un travestimento del diavolo. Sentirlo di notte metteva paura, e da qui nasce il verbo «gufare», cioè augurare sfortuna, portare malocchio.
Incorrect
Il gufo era considerato presagio di morte nell’antichità classica.
Nell’antica Roma il gufo era un animale notturno associato alla morte e alle sventure. Nel Medioevo si credeva fosse addirittura un travestimento del diavolo. Sentirlo di notte metteva paura, e da qui nasce il verbo «gufare», cioè augurare sfortuna, portare malocchio.
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Question 2 of 30
2. Question
FARE MELINA
Nel calcio è la tattica di tenere il possesso palla con passaggi continui senza concludere, per guadagnare tempo. Fuori dal campo si usa per chi tira in lungo una situazione, rimanda una decisione, prende tempo senza motivo. Lo fanno i politici, i burocrati, i colleghi che non vogliono rispondere.
Come nasce questa espressione?Correct
Da un gioco bolognese in cui ci si passava un cappello sopra la testa del proprietario senza farglielo riprendere.
Il termine entra nell’italiano sportivo nel 1961 dalla pallacanestro, poi passa al calcio. La Treccani lo ricollega al «gioco della melina» bolognese, ci si passava un oggetto il più a lungo possibile senza darlo all’avversario. Oggi si dice di chiunque prenda tempo di proposito.
Incorrect
Da un gioco bolognese in cui ci si passava un cappello sopra la testa del proprietario senza farglielo riprendere.
Il termine entra nell’italiano sportivo nel 1961 dalla pallacanestro, poi passa al calcio. La Treccani lo ricollega al «gioco della melina» bolognese, ci si passava un oggetto il più a lungo possibile senza darlo all’avversario. Oggi si dice di chiunque prenda tempo di proposito.
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Question 3 of 30
3. Question
A BABBO MORTO
Qualcosa che verrà fatto, pagato o restituito in un futuro lontanissimo e incerto. Chi dice «te lo ridò a babbo morto» non ha nessuna intenzione di farlo presto. Una promessa che vale quanto niente.
Perché si tira in ballo la morte del padre?Correct
Gli usurai prestavano denaro ai giovani sapendo che sarebbe stato restituito solo dopo l’eredità paterna.
Era una forma di credito diffusa: il prestito veniva concesso con la certezza che il rimborso sarebbe arrivato solo alla morte del padre, con l’eredità. I creditori accettavano l’attesa in cambio di interessi altissimi. La formula «a babbo morto» era quindi una vera e propria scadenza contrattuale.
Incorrect
Gli usurai prestavano denaro ai giovani sapendo che sarebbe stato restituito solo dopo l’eredità paterna.
Era una forma di credito diffusa: il prestito veniva concesso con la certezza che il rimborso sarebbe arrivato solo alla morte del padre, con l’eredità. I creditori accettavano l’attesa in cambio di interessi altissimi. La formula «a babbo morto» era quindi una vera e propria scadenza contrattuale.
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Question 4 of 30
4. Question
AVERE LE TRAVEGGOLE
Chi ha le traveggole scambia una cosa per un’altra, si fa un’idea sbagliata della situazione, fraintende quello che vede o sente. Non una svista momentanea: indica chi valuta male la realtà, sempre.
Da dove viene questa parola?Correct
Dal verbo arcaico «travedere», vedere in modo confuso, percepire immagini non esatte.
La Treccani deriva «traveggole» direttamente da «travedere». Il prefisso «tra-» dà il senso di qualcosa che va oltre, che non corrisponde a quello che c’è davvero. Ancora oggi si dice «hai le traveggole» per chi interpreta male una situazione.
Incorrect
Dal verbo arcaico «travedere», vedere in modo confuso, percepire immagini non esatte.
La Treccani deriva «traveggole» direttamente da «travedere». Il prefisso «tra-» dà il senso di qualcosa che va oltre, che non corrisponde a quello che c’è davvero. Ancora oggi si dice «hai le traveggole» per chi interpreta male una situazione.
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Question 5 of 30
5. Question
INDORARE LA PILLOLA
Rendere meno amara una notizia spiacevole aggiungendo elementi positivi prima di dire la cosa difficile. La sostanza non cambia, ma il modo ammorbidisce il colpo. Un capo che fa i complimenti e poi annuncia il licenziamento sta indorando la pillola.
Come nasce questa immagine?Correct
Dagli speziali medievali che ricoprivano le pasticche amare con polvere dorata per renderle ingeribili.
Le botteghe degli speziali preparavano medicine dal sapore molto amaro. Per renderle accettabili le ricoprivano con una sottile polvere dorata a base di liquirizia, zucchero o miele. Di qui il senso figurato: presentare bene quello che fa comunque male sentire.
Incorrect
Dagli speziali medievali che ricoprivano le pasticche amare con polvere dorata per renderle ingeribili.
Le botteghe degli speziali preparavano medicine dal sapore molto amaro. Per renderle accettabili le ricoprivano con una sottile polvere dorata a base di liquirizia, zucchero o miele. Di qui il senso figurato: presentare bene quello che fa comunque male sentire.
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Question 6 of 30
6. Question
SALTARE DI PALO IN FRASCA
Passare da un argomento all’altro senza un filo logico, cambiare continuamente discorso senza concludere nulla. Chi salta di palo in frasca è difficile da seguire, ogni volta che si pensa di aver capito dove vuole arrivare, cambia di nuovo direzione.
Cosa c’entrano il palo e la frasca?Correct
Dall’abitudine degli uccelli di saltellare da un ramo all’altro senza motivo apparente.
La prima attestazione documentata risale al 1549. L’uccello salta dal palo alla frasca, dalla frasca al palo, senza meta. Esiste anche una versione araldica, il «palo» era simbolo di nobiltà e la «frasca» simbolo delle osterie, ma l’origine ornitologica è la più antica e documentata.
Incorrect
Dall’abitudine degli uccelli di saltellare da un ramo all’altro senza motivo apparente.
La prima attestazione documentata risale al 1549. L’uccello salta dal palo alla frasca, dalla frasca al palo, senza meta. Esiste anche una versione araldica, il «palo» era simbolo di nobiltà e la «frasca» simbolo delle osterie, ma l’origine ornitologica è la più antica e documentata.
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Question 7 of 30
7. Question
PER FILO E PER SEGNO
Raccontare qualcosa con precisione assoluta, senza saltare nessun dettaglio, dall’inizio alla fine. Chi riferisce per filo e per segno non omette nulla e non lascia niente al caso. Spesso lo usa chi vuole dimostrare di sapere tutto, o chi è costretto a confessare tutto.
Qual è l’origine di questa espressione?Correct
Dai mastri carpentieri che battevano una corda di gesso sul legno per tracciare linee di taglio perfettamente dritte.
I carpentieri medievali tendevano una corda impregnata di gesso sul legno e la battevano per ottenere una linea dritta come guida per i tagli. Seguire «il filo e il segno» significava lavorare con precisione assoluta, senza margine d’errore. Di qui il senso figurato: raccontare tutto, senza omettere nulla.
Incorrect
Dai mastri carpentieri che battevano una corda di gesso sul legno per tracciare linee di taglio perfettamente dritte.
I carpentieri medievali tendevano una corda impregnata di gesso sul legno e la battevano per ottenere una linea dritta come guida per i tagli. Seguire «il filo e il segno» significava lavorare con precisione assoluta, senza margine d’errore. Di qui il senso figurato: raccontare tutto, senza omettere nulla.
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Question 8 of 30
8. Question
AMBARADAN
Situazione confusa e caotica, difficile da gestire. Si usa con tono esasperato o divertito per descrivere un disordine totale. Può essere un ufficio, un evento mal organizzato, una situazione complicata. La parola è esotica, e l’origine pure.
Dove nasce questa parola?Correct
Dalla battaglia sull’altopiano Amba Aradam in Etiopia nel 1936, dove le tribù locali cambiavano alleanza creando confusione totale.
I soldati italiani tornarono dalla campagna d’Etiopia con questo nome in bocca. Per crasi «Amba Aradam» divenne «ambaradan», più corto, più facile da dire. Anche la Crusca e la Treccani confermano questa origine, pur precisando che l’etimo non è del tutto certo.
Incorrect
Dalla battaglia sull’altopiano Amba Aradam in Etiopia nel 1936, dove le tribù locali cambiavano alleanza creando confusione totale.
I soldati italiani tornarono dalla campagna d’Etiopia con questo nome in bocca. Per crasi «Amba Aradam» divenne «ambaradan», più corto, più facile da dire. Anche la Crusca e la Treccani confermano questa origine, pur precisando che l’etimo non è del tutto certo.
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Question 9 of 30
9. Question
FARE LE BIZZE
Comportarsi in modo capriccioso, scontroso, irritabile. Lo fanno i bambini che non vogliono mangiare la minestra, ma anche gli adulti con il carattere lunatico. Fare le bizze significa tirare fuori un comportamento difficile senza un motivo chiaro.
Come nasce questa espressione?Correct
Dalle Pinzochere di Santa Croce a Firenze, laiche vestite di grigio famose per il carattere scontroso e bisbetico.
Le Pinzochere erano laiche dell’Ordine Terziario Francescano che si occupavano della basilica di Santa Croce. Portavano un saio grigio («bigio»), non erano suore ma non potevano fare vita normale, e avevano fama di carattere asociale. Il loro comportamento divenne proverbiale in città.
Incorrect
Dalle Pinzochere di Santa Croce a Firenze, laiche vestite di grigio famose per il carattere scontroso e bisbetico.
Le Pinzochere erano laiche dell’Ordine Terziario Francescano che si occupavano della basilica di Santa Croce. Portavano un saio grigio («bigio»), non erano suore ma non potevano fare vita normale, e avevano fama di carattere asociale. Il loro comportamento divenne proverbiale in città.
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Question 10 of 30
10. Question
A UFO
Senza pagare, a spese altrui. Chi mangia, vive o si fa portare in giro «a ufo» non contribuisce mai nulla. Non significa solo gratuito: c’è sempre una sfumatura da scroccone. «Mangiaufo» è un mezzo insulto.
Come nasce questa espressione?Correct
Dalla sigla A.U.F., «Ad Usum Fabricae», impressa sulle casse dei materiali per le grandi cattedrali medievali, esenti da dazi.
La sigla garantiva l’esenzione da tasse sui materiali da costruzione destinati alle fabbriche delle cattedrali. L’acronimo è passato a significare «gratis», prima in senso neutro, poi con la connotazione negativa di chi approfitta. La Treccani tuttavia avverte: etimo incerto, «quelli proposti sono tutti più o meno fantasiosi».
Incorrect
Dalla sigla A.U.F., «Ad Usum Fabricae», impressa sulle casse dei materiali per le grandi cattedrali medievali, esenti da dazi.
La sigla garantiva l’esenzione da tasse sui materiali da costruzione destinati alle fabbriche delle cattedrali. L’acronimo è passato a significare «gratis», prima in senso neutro, poi con la connotazione negativa di chi approfitta. La Treccani tuttavia avverte: etimo incerto, «quelli proposti sono tutti più o meno fantasiosi».
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Question 11 of 30
11. Question
AVERE LA CODA DI PAGLIA
Chi ha la coda di paglia sa di aver fatto qualcosa di sbagliato e teme sempre di essere scoperto. Reagisce male anche alle osservazioni innocenti, si sente sempre sotto accusa. Come dice il proverbio: «chi ha la coda di paglia ha sempre paura che gli pigli fuoco».
Qual è l’origine più credibile secondo gli studiosi?Correct
Dalla pratica medievale di umiliare i condannati attaccando loro una coda di paglia, rischiando che qualcuno gliela incendiasse come scherno.
La Crusca preferisce questa origine medievale rispetto alla più popolare favola della volpe. L’umiliazione pubblica spiegherebbe meglio la psicologia dell’espressione: vergogna, consapevolezza del torto commesso, paura dello scherno altrui. L’espressione è documentata anche in catalano e in sardo con lo stesso significato.
Incorrect
Dalla pratica medievale di umiliare i condannati attaccando loro una coda di paglia, rischiando che qualcuno gliela incendiasse come scherno.
La Crusca preferisce questa origine medievale rispetto alla più popolare favola della volpe. L’umiliazione pubblica spiegherebbe meglio la psicologia dell’espressione: vergogna, consapevolezza del torto commesso, paura dello scherno altrui. L’espressione è documentata anche in catalano e in sardo con lo stesso significato.
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Question 12 of 30
12. Question
IMBROCCARE
Azzeccare, indovinare, colpire nel segno. «Non ne imbrocca una» si dice di chi sbaglia tutto. «L’ha imbroccata» si dice di chi trova la risposta giusta o la soluzione giusta al momento giusto. Nel parlato ha spesso un tono di sorpresa o ironia.
Da dove viene questo verbo?Correct
Dal Palio di San Paolino a Lucca, dove i balestrieri si allenavano colpendo una brocca di terracotta a 90 metri.
Le gare dei balestrieri lucchesi prevedevano tiri su bersagli difficilissimi, tra cui una brocca di terracotta a quasi novanta metri. Chi la centrava l’aveva «imbroccata». Di qui il senso figurato: centrare il bersaglio, indovinare.
Incorrect
Dal Palio di San Paolino a Lucca, dove i balestrieri si allenavano colpendo una brocca di terracotta a 90 metri.
Le gare dei balestrieri lucchesi prevedevano tiri su bersagli difficilissimi, tra cui una brocca di terracotta a quasi novanta metri. Chi la centrava l’aveva «imbroccata». Di qui il senso figurato: centrare il bersaglio, indovinare.
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Question 13 of 30
13. Question
RIDOTTI AL LUMICINO
In condizioni disperate, quasi senza più risorse. Come una candela sul punto di spegnersi, chi è ridotto al lumicino è ancora in piedi ma è arrivato quasi alla fine. Si usa per i soldi, le energie, le speranze, la salute.
Perché proprio il lumicino?Correct
Dall’Oratorio di San Martino a Firenze, dove si raccoglievano offerte segrete per i «poveri vergognosi», nobili decaduti che si vergognavano di chiedere aiuto.
La Compagnia dei Buonomini raccoglieva offerte anonime per chi era caduto in miseria ma non voleva mostrarlo, vedove, nobili decaduti, anziani senza reddito. Il piccolo lume vicino alla cassetta delle offerte indicava discretamente chi era arrivato quasi alla fine delle proprie risorse.
Incorrect
Dall’Oratorio di San Martino a Firenze, dove si raccoglievano offerte segrete per i «poveri vergognosi», nobili decaduti che si vergognavano di chiedere aiuto.
La Compagnia dei Buonomini raccoglieva offerte anonime per chi era caduto in miseria ma non voleva mostrarlo, vedove, nobili decaduti, anziani senza reddito. Il piccolo lume vicino alla cassetta delle offerte indicava discretamente chi era arrivato quasi alla fine delle proprie risorse.
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Question 14 of 30
14. Question
CAPITARE A FAGIOLO
Arrivare esattamente nel momento giusto, al momento opportuno. È sempre una coincidenza fortunata, il tempismo perfetto che risolve un problema o soddisfa un bisogno proprio quando serve. «Sei capitato a fagiolo» è quasi sempre un complimento.
Perché proprio il fagiolo?Correct
Il fagiolo era il cibo povero per eccellenza, sempre pronto in tavola e disponibile in qualsiasi momento.
Il fagiolo era economico, di facile conservazione, sempre pronto. Il piatto era già in tavola al ritorno dal lavoro, sempre pronto, sempre puntuale. Di qui il senso di «al momento opportuno».
Incorrect
Il fagiolo era il cibo povero per eccellenza, sempre pronto in tavola e disponibile in qualsiasi momento.
Il fagiolo era economico, di facile conservazione, sempre pronto. Il piatto era già in tavola al ritorno dal lavoro, sempre pronto, sempre puntuale. Di qui il senso di «al momento opportuno».
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Question 15 of 30
15. Question
SPEZZARE UNA LANCIA
Prendere le difese di qualcuno o di una causa, parlare in suo favore, schierarsi pubblicamente. Non serve un conflitto vero: basta una parola spesa in favore di qualcuno. «Spezzerei una lancia per lui» significa «lo difenderei».
Cosa c’entrano i tornei medievali?Correct
Nei tornei cavallereschi, spezzare la lancia significava essere pronti al combattimento, e difendere qualcuno significa essere pronti a battersi per lui.
Nella prima fase dei tornei medievali i cavalieri combattevano con lance di legno. Chi le spezzava era pronto allo scontro, l’atto segnalava coraggio e disponibilità al confronto diretto. Di qui il senso di prendere le difese di qualcuno.
Incorrect
Nei tornei cavallereschi, spezzare la lancia significava essere pronti al combattimento, e difendere qualcuno significa essere pronti a battersi per lui.
Nella prima fase dei tornei medievali i cavalieri combattevano con lance di legno. Chi le spezzava era pronto allo scontro, l’atto segnalava coraggio e disponibilità al confronto diretto. Di qui il senso di prendere le difese di qualcuno.
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Question 16 of 30
16. Question
FARE LO GNORRI
Fingere di non sapere, non capire o non sentire qualcosa che invece si conosce benissimo, per convenienza, per evitare problemi o per sottrarsi a una responsabilità. Lo gnorri non è ignorante: sa tutto, ma finge di non sapere niente.
Come nasce questa parola bizzarra?Correct
Dal verbo «ignorare»: «gnorri» è la personificazione dell’ignorante, l’Ignorante è diventato un cognome e poi un tipo umano.
Secondo la Treccani viene da «ignorare». L’aggettivo arcaico «gnoro» (ignorante) con il raddoppiamento espressivo della r e la i finale tipica dei cognomi diventa «gnorri», un soprannome per chi finge di non sapere. La forma «gnoro» è già documentata in Benvenuto Cellini.
Incorrect
Dal verbo «ignorare»: «gnorri» è la personificazione dell’ignorante, l’Ignorante è diventato un cognome e poi un tipo umano.
Secondo la Treccani viene da «ignorare». L’aggettivo arcaico «gnoro» (ignorante) con il raddoppiamento espressivo della r e la i finale tipica dei cognomi diventa «gnorri», un soprannome per chi finge di non sapere. La forma «gnoro» è già documentata in Benvenuto Cellini.
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Question 17 of 30
17. Question
AVERE IL DENTE AVVELENATO
Essere pieni di astio e rancore verso qualcuno, non perdere occasione per criticarlo o fargli del male. Non rabbia momentanea: un risentimento duraturo, freddo, che aspetta il momento giusto per colpire.
Perché il dente e il veleno?Correct
Dal veleno dei serpenti, che usano i denti per paralizzare la preda e aspettano con pazienza che faccia effetto.
Il serpente non attacca in modo caotico: punta, avvelena, aspetta. Chi ha il dente avvelenato ha già deciso cosa fare e aspetta solo l’occasione giusta.
Incorrect
Dal veleno dei serpenti, che usano i denti per paralizzare la preda e aspettano con pazienza che faccia effetto.
Il serpente non attacca in modo caotico: punta, avvelena, aspetta. Chi ha il dente avvelenato ha già deciso cosa fare e aspetta solo l’occasione giusta.
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Question 18 of 30
18. Question
A OCCHIO E CROCE
Approssimativamente, senza una misura esatta. «Su per giù», «pressappoco», «più o meno». Si usa quando si dà una stima a vista, basandosi sull’impressione immediata senza calcoli precisi. Non è una valutazione accurata, ma è ragionevole.
Come nasce questa espressione?Correct
Dai tessitori: quando un filo del telaio si spezzava, lo riparavano «ad occhio» rimettendolo «a croce» sulle barre, senza garanzia di precisione.
La riparazione «ad occhio e a croce» era un’operazione di fortuna, senza strumenti di misura. Il tessuto riparato così non era mai perfetto come l’originale. Di qui il senso di valutazione fatta al momento, senza troppa precisione.
Incorrect
Dai tessitori: quando un filo del telaio si spezzava, lo riparavano «ad occhio» rimettendolo «a croce» sulle barre, senza garanzia di precisione.
La riparazione «ad occhio e a croce» era un’operazione di fortuna, senza strumenti di misura. Il tessuto riparato così non era mai perfetto come l’originale. Di qui il senso di valutazione fatta al momento, senza troppa precisione.
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Question 19 of 30
19. Question
PARLARE A VANVERA
Parlare senza riflettere, dire cose senza senso, a casaccio. Chi parla a vanvera non mente necessariamente, semplicemente non pensa prima di aprire bocca. Serve anche a screditare qualcuno: «stai parlando a vanvera» significa «quello che dici non ha senso».
Cosa significa «vanvera»?Correct
La prima attestazione è del 1565. L’origine è incerta: probabilmente da antichi modi come «a bambera» o «a fanfera», che indicavano cose da nulla.
L’etimologia rimane dubbia, la Treccani non dà una risposta definitiva. Le due basi più credibili, «bambera» (perdere tempo inutilmente) e «fanfera» (roba da nulla), indicano entrambe qualcosa di vuoto e senza sostanza. La parola è usata solo in questa locuzione.
Incorrect
La prima attestazione è del 1565. L’origine è incerta: probabilmente da antichi modi come «a bambera» o «a fanfera», che indicavano cose da nulla.
L’etimologia rimane dubbia, la Treccani non dà una risposta definitiva. Le due basi più credibili, «bambera» (perdere tempo inutilmente) e «fanfera» (roba da nulla), indicano entrambe qualcosa di vuoto e senza sostanza. La parola è usata solo in questa locuzione.
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Question 20 of 30
20. Question
CALZARE A PENNELLO
Adattarsi perfettamente, come se fosse fatto apposta. Un vestito, un ruolo, una soluzione, una parola. Non c’è nulla da aggiustare, nulla che stoni. «Le calza a pennello» si dice di qualcosa o qualcuno nel posto esatto.
Come si collegano le scarpe e il pennello?Correct
I poveri che non potevano permettersi scarpe vere se le dipingevano direttamente sui piedi con il pennello, sembravano quasi vere.
Scarpe «dipinte» così bene da sembrare reali, talmente perfette da non lasciare dubbi. Da «sembrare dipinto addosso» a «calzare a pennello» il senso non è cambiato.
Incorrect
I poveri che non potevano permettersi scarpe vere se le dipingevano direttamente sui piedi con il pennello, sembravano quasi vere.
Scarpe «dipinte» così bene da sembrare reali, talmente perfette da non lasciare dubbi. Da «sembrare dipinto addosso» a «calzare a pennello» il senso non è cambiato.
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Question 21 of 30
21. Question
A IOSA
In grande quantità, in abbondanza, moltissimo. Cibo, gente, problemi, soldi: quando c’è un eccesso, va bene per tutto. Non ha sfumatura negativa o positiva di per sé.
Come nasce «a iosa»?Correct
Da «chiosa», le monete finte di legno o piombo usate dai bambini per giocare, sempre presenti in quantità enorme perché non valevano nulla.
Le «chiose» erano monete di imitazione praticamente senza valore, se ne trovava sempre tantissime in giro. Per alterazione dialettale «a chiosa» divenne «a iosa». L’abbondanza di questi oggetti inutili ha dato origine all’espressione.
Incorrect
Da «chiosa», le monete finte di legno o piombo usate dai bambini per giocare, sempre presenti in quantità enorme perché non valevano nulla.
Le «chiose» erano monete di imitazione praticamente senza valore, se ne trovava sempre tantissime in giro. Per alterazione dialettale «a chiosa» divenne «a iosa». L’abbondanza di questi oggetti inutili ha dato origine all’espressione.
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Question 22 of 30
22. Question
SCHERZI DA PRETE
Scherzi pesanti, fastidiosi, che vanno oltre il lecito. Fanno ridere solo chi li fa, mentre chi li subisce ci rimette davvero. Il termine porta con sé una sfumatura di critica verso chi si diverte a spese degli altri senza curarsi del disagio che provoca.
A chi risale questa espressione?Correct
Al Pievano Arlotto Mainardi, sacerdote del Quattrocento celebre in tutta la penisola per le sue burle irriverenti e boccaccesche.
Arlotto Mainardi era il pievano di una piccola chiesa vicino Pratolino. Le sue burle erano talmente famose da essere raccolte in un libro, «Motti e facezie del Pievano Arlotto». Una delle più note fu lo scherzo all’Arcivescovo di Firenze che lo aveva invitato a pranzo per riformarlo. Le sue imprese sono diventate proverbiali in tutta Italia.
Incorrect
Al Pievano Arlotto Mainardi, sacerdote del Quattrocento celebre in tutta la penisola per le sue burle irriverenti e boccaccesche.
Arlotto Mainardi era il pievano di una piccola chiesa vicino Pratolino. Le sue burle erano talmente famose da essere raccolte in un libro, «Motti e facezie del Pievano Arlotto». Una delle più note fu lo scherzo all’Arcivescovo di Firenze che lo aveva invitato a pranzo per riformarlo. Le sue imprese sono diventate proverbiali in tutta Italia.
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Question 23 of 30
23. Question
MANGIARE LA FOGLIA
Capire al volo ciò che altri cercano di nascondere, intuire l’intenzione reale, leggere tra le righe. Chi mangia la foglia non si lascia ingannare facilmente, capisce la situazione prima degli altri.
Da dove viene questa immagine?Correct
Dall’osservazione del mondo animale: il baco da seta e le mucche distinguono le piante buone da quelle velenose con una semplice degustazione.
Viene dal mondo agricolo: gli animali assaggiano prima di impegnarsi. Il baco da seta assaggia la foglia prima di mangiarla per formare il bozzolo; le mucche distinguono le piante buone da quelle velenose con una semplice degustazione. Chi mangia la foglia fa lo stesso con le situazioni.
Incorrect
Dall’osservazione del mondo animale: il baco da seta e le mucche distinguono le piante buone da quelle velenose con una semplice degustazione.
Viene dal mondo agricolo: gli animali assaggiano prima di impegnarsi. Il baco da seta assaggia la foglia prima di mangiarla per formare il bozzolo; le mucche distinguono le piante buone da quelle velenose con una semplice degustazione. Chi mangia la foglia fa lo stesso con le situazioni.
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Question 24 of 30
24. Question
A BOCCE FERME
Una situazione ormai conclusa, da valutare con calma e a mente fredda quando le acque si sono calmate. Ragionare a bocce ferme significa aspettare che tutto si stabilizzi prima di giudicare o decidere.
Come entra il gioco delle bocce nell’italiano?Correct
Per misurare le distanze dal pallino e assegnare i punti bisogna aspettare che tutte le bocce siano ferme, solo allora si può giudicare in modo obiettivo.
La regola del gioco è chiara: finché le bocce sono in movimento non si può misurare nulla. Aspettare che si fermino è l’unico modo per avere una valutazione corretta. Nella vita è uguale: non si giudica finché le cose non si sono stabilizzate.
Incorrect
Per misurare le distanze dal pallino e assegnare i punti bisogna aspettare che tutte le bocce siano ferme, solo allora si può giudicare in modo obiettivo.
La regola del gioco è chiara: finché le bocce sono in movimento non si può misurare nulla. Aspettare che si fermino è l’unico modo per avere una valutazione corretta. Nella vita è uguale: non si giudica finché le cose non si sono stabilizzate.
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Question 25 of 30
25. Question
NON STARE PIÙ NELLA PELLE
Essere così eccitati, impazienti o felici da non riuscire a contenere le proprie emozioni. Può indicare entusiasmo per qualcosa di atteso, ma anche ansia o nervosismo incontrollabile. «Non sta più nella pelle» si dice di chi non riesce a stare fermo.
Qual è l’immagine di origine?Correct
Dal poeta Orazio che cita la favola di Fedro: una rana si gonfia d’aria cercando di diventare grande come un bue, finché scoppia.
Orazio usa la favola per illustrare il pericolo dell’ambizione smisurata. Poi il senso si è ribaltato: non si scoppia per ambizione, ma per troppa gioia o eccitazione. Il senso negativo originale oggi non si usa più.
Incorrect
Dal poeta Orazio che cita la favola di Fedro: una rana si gonfia d’aria cercando di diventare grande come un bue, finché scoppia.
Orazio usa la favola per illustrare il pericolo dell’ambizione smisurata. Poi il senso si è ribaltato: non si scoppia per ambizione, ma per troppa gioia o eccitazione. Il senso negativo originale oggi non si usa più.
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Question 26 of 30
26. Question
REGGERE IL MOCCOLO
Trovarsi in una posizione scomoda come terzo incomodo, quello che resta fuori mentre gli altri due parlano o stanno insieme. Non per forza una situazione romantica: vale per chiunque si ritrovi escluso e inutile.
Come nasce questa espressione?Correct
Nelle vie commerciali medievali i giovani reggevano torce per illuminare i clienti delle botteghe, restando fuori dalla conversazione, testimoni silenziosi e inutili.
Il «moccolo» è il mozzicone di candela. Chi lo reggeva svolgeva un compito puramente meccanico, senza partecipare a nulla, lì per obbligo, fuori da tutto. L’imbarazzo era quello di chi non può andarsene ma non ha niente da fare.
Incorrect
Nelle vie commerciali medievali i giovani reggevano torce per illuminare i clienti delle botteghe, restando fuori dalla conversazione, testimoni silenziosi e inutili.
Il «moccolo» è il mozzicone di candela. Chi lo reggeva svolgeva un compito puramente meccanico, senza partecipare a nulla, lì per obbligo, fuori da tutto. L’imbarazzo era quello di chi non può andarsene ma non ha niente da fare.
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Question 27 of 30
27. Question
UN BRUTTO CEFFO
Una persona dall’aspetto minaccioso e poco raccomandabile, che non ispira fiducia. Non riguarda solo i lineamenti fisici, è tutta l’aria che trasmette. Da «ceffo» deriva anche «ceffone», cioè uno schiaffo in faccia.
Cosa significa «ceffo» in origine?Correct
In araldica medievale era l’animale rappresentato di fronte sullo stemma con espressione aggressiva, detto «in maestà».
Negli stemmi araldici, un leone o un cinghiale «in maestà» è rappresentato di fronte con espressione intimidatoria. Il «ceffo» era volutamente aggressivo, e da qui la parola è passata a indicare qualunque faccia che incute timore.
Incorrect
In araldica medievale era l’animale rappresentato di fronte sullo stemma con espressione aggressiva, detto «in maestà».
Negli stemmi araldici, un leone o un cinghiale «in maestà» è rappresentato di fronte con espressione intimidatoria. Il «ceffo» era volutamente aggressivo, e da qui la parola è passata a indicare qualunque faccia che incute timore.
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Question 28 of 30
28. Question
FAR VENIRE IL LATTE ALLE GINOCCHIA
Qualcosa o qualcuno di una noia insopportabile, stancante oltre misura. Talmente noioso da essere fisicamente estenuante, come se prosciugasse ogni energia. «Mi fa venire il latte alle ginocchia» è un’iperbole affettuosa quanto spietata.
Perché proprio il latte alle ginocchia?Correct
Dalla mungitura manuale: il mungitore sedeva con il secchio tra le ginocchia e mungeva mucca dopo mucca per ore, un lavoro lentissimo e sfinente.
La mungitura a mano era uno dei lavori più ripetitivi e lenti della vita contadina. Mucca dopo mucca, secchio dopo secchio, in silenzio. L’immagine del latte che sale lentamente fino alle ginocchia dà l’idea di quella noia fisica e mentale che non finisce mai.
Incorrect
Dalla mungitura manuale: il mungitore sedeva con il secchio tra le ginocchia e mungeva mucca dopo mucca per ore, un lavoro lentissimo e sfinente.
La mungitura a mano era uno dei lavori più ripetitivi e lenti della vita contadina. Mucca dopo mucca, secchio dopo secchio, in silenzio. L’immagine del latte che sale lentamente fino alle ginocchia dà l’idea di quella noia fisica e mentale che non finisce mai.
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Question 29 of 30
29. Question
A BIZZEFFE
In grandissima quantità, in abbondanza eccessiva. Di qualcosa ce n’è tantissimo, soldi, problemi, gente, idee, errori. Il tono è spesso ironico o stupito, di fronte a un eccesso che non ci si aspettava. Sinonimo di «a iosa» ma con suono più enfatico.
Come nasce «bizzeffe»?Correct
Dall’arabo «bizzāf» che significa semplicemente «molto», entrato nell’italiano attraverso i commerci con il Mediterraneo.
La Treccani dà per più probabile l’origine araba. La parola araba «bizzāf» significa «molto, abbondantemente» ed è entrata nell’italiano attraverso i secoli di contatti commerciali con il Mediterraneo. Esiste anche la versione latina del «bis effe», più suggestiva ma meno documentata.
Incorrect
Dall’arabo «bizzāf» che significa semplicemente «molto», entrato nell’italiano attraverso i commerci con il Mediterraneo.
La Treccani dà per più probabile l’origine araba. La parola araba «bizzāf» significa «molto, abbondantemente» ed è entrata nell’italiano attraverso i secoli di contatti commerciali con il Mediterraneo. Esiste anche la versione latina del «bis effe», più suggestiva ma meno documentata.
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Question 30 of 30
30. Question
BASTIAN CONTRARIO
Chi prende sistematicamente posizioni opposte a quelle degli altri, contraddice per principio, si oppone a tutto anche senza ragioni valide. Non per forza in malafede: è fatto così, dice no a prescindere.
Chi era «Bastiano»?Correct
Bastiano da Sangallo, pittore e architetto rinascimentale famoso per il carattere burbero e contrario ai canoni dell’epoca, soprannominato «Aristotile».
Le fonti storiche propongono almeno tre «Bastiani» diversi. Il dizionario di Panzini del 1905 preferisce Bastiano Contrari, un brigante sabaudo. Il libro di Ciarleglio preferisce Bastiano da Sangallo. Entrambi sono personaggi reali, la scelta dipende da quale storia si vuole raccontare.
Incorrect
Bastiano da Sangallo, pittore e architetto rinascimentale famoso per il carattere burbero e contrario ai canoni dell’epoca, soprannominato «Aristotile».
Le fonti storiche propongono almeno tre «Bastiani» diversi. Il dizionario di Panzini del 1905 preferisce Bastiano Contrari, un brigante sabaudo. Il libro di Ciarleglio preferisce Bastiano da Sangallo. Entrambi sono personaggi reali, la scelta dipende da quale storia si vuole raccontare.
Compito
Scegli le tue espressioni preferite di oggi. Esistono equivalenti nella tua lingua? Cercane l’origine e spiegane il significato profondo.