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3 thoughts on “1 – Mediterraneo (1991) – Gabriele Salvatores”
Che bel film! Il sogno di cominciare una nuova vita, di scappare dalla vita noiosa, quotidiana e faticosa per qualcosa di nuovo, è sempre attraente. Ma cosa si trova nella nuova vita può essere meglio, peggio, o semplicemente lo stesso come quella lasciata indietro. Per i personaggi del film, la fuga all’isola è involontaria. Per la maggior parte sono uomini pacifici, non adatti ad una vita militare. Il solo vero soldato è Lo Russo, ed è lui che è più cambiato dall’esperienza sull’isola. Ha trovato la libertà? Certo ha cambiato idea. Una delle immagini per me più impressionanti è Lo Russo che balla lentamente e pesantemente in un circolo. Durante la permanenza sull’isola, cambia temperamento da un sergente che grida, da che mondo è mondo, ad una persona complicata, pure premurosa e gentile verso i suoi compagni, particolarmente a Farina, per cui riconosce il valore del suo sentimento per Valississa e lo aiuta a nascondersi alla fine, e a Colasanti che gli aveva confessato il suo amore indesiderato. Verso la fine, tutti (tranne Farina) imbarcano per tornare in Italia, senza una vera scelta, come un gregge di pecore. Ma sorprendentemente, scopriamo che Lo Russo è tornato all’isola, deluso dalla vita nuova all’Italia. Per lui, il ritorno all’Italia era anche una fuga, un sogno venduto dal pilota La Rosa, che parlava dell’opportunità e del fermento di un’Italia dopoguerra, che è diventato per Lo Russo una grande delusione. Tutti (tranne Farina) avevano qualcosa a cui ritornavano, ma per Lo Russo è diventato amaro, ed è tornato all’isola. Ma sembra che la magia sia sparsa e non sembrava tanto felice alla fine.
Questo film mi ricorda di un altro film di un uomo pacifico catturato in una guerra (quella prima mondiale), che trova un modo di fuggire molto carino, molto comico, Re di Cuori (1966). È un film possibilmente francese, ma è interessante perché il dialogo passa ugualmente in francese, inglese e tedesco. È una bella fantasia.
C’è una dinamica interessante fra gli uomini. Il tenente Montini non ha molto gusto per disciplina. È solo Lo Russo che ha alcuna rassomiglianza ad un vero soldato. Lasciano rapidamente le divise e le armi e sono accettati nella comunità greca. È una scelta di abbandonare la disciplina militare, ma è veramente facile. Solo Noventa veramente vuole tornare a casa, e lo prova ripetutamente. Certo, era coraggioso e anche sciocco i suoi tentativi di scappare via, particolarmente quell’ultimo in barca da pesca. Quando partano gli altri, non sembra una scelta. Ma per tutti era un’esperienza commuovente.
Sono colpito da Strazzabosco, che non può separarsi dal suo asino Garibaldi, ma che lascia indietro la ragazza per cui provava molto affetto con nemmeno uno sguardo indietro. Lei nel frattempo, accoglie subito il suo ex-fidanzato che torna sulla stessa barca dal suo proprio esilio. Ed anche i fratelli Munaron, sempre buffi e allegri e con i nomi adatti di Libero e Felice, si sono tanto innamorati della bella pastorella, ma alla fine la salutano con la mano e con il sorriso dalla barca, ma la lasciano incinta indietro, forse con nemmeno un pensiero di più.
La scena finale, con i tre protagonisti Montini, Lo Russo e Farina, ormai quasi anziani è molto interessante. Farina sembra contento con la sua scelta, malgrado la morte di Valississa. Lo Russo sembra un po’ perso, e Montini non dice molto della sua vita. Chissà se Montini fosse contento? Era interessante vedere Montini truccato ad un anziano. Conosco quell’attore Claudio Bigagli da alcuni ruoli di serie di tv italiana dagli ultimi dieci o venti anni, lui ormai già anziano.
Riporto il commento interessante di Diana
-+-+-+-
Ciao tutti,
Ho visto il film e lo trovo molto interessante. La messa in scena è bellissima, e la musica mette in risalto l’amore, le risate e la gioia di vivere generale ritratti nel film. I personaggi si sviluppano ognuno di loro mentre affrontano le sfide della separazione dalla guerra e dalla loro amata patria. La vita che sviluppano sull’isola è ricca e gioiosa. Penso che questo film parli della fuga dalle dure realtà— della guerra, della morte e da cose fuori dal loro controllo.
Questo film mi ricorda il film King of Hearts con Alan Bates—. La celebrazione della vita è simile.
Ecco alcune informazioni sull’8 settembre 1943. Aiuta a capire meglio la guerra e quello che dice l’aviatore siciliano La Rosa ai soldati dimenticati sull’isola
Che bel film! Il sogno di cominciare una nuova vita, di scappare dalla vita noiosa, quotidiana e faticosa per qualcosa di nuovo, è sempre attraente. Ma cosa si trova nella nuova vita può essere meglio, peggio, o semplicemente lo stesso come quella lasciata indietro. Per i personaggi del film, la fuga all’isola è involontaria. Per la maggior parte sono uomini pacifici, non adatti ad una vita militare. Il solo vero soldato è Lo Russo, ed è lui che è più cambiato dall’esperienza sull’isola. Ha trovato la libertà? Certo ha cambiato idea. Una delle immagini per me più impressionanti è Lo Russo che balla lentamente e pesantemente in un circolo. Durante la permanenza sull’isola, cambia temperamento da un sergente che grida, da che mondo è mondo, ad una persona complicata, pure premurosa e gentile verso i suoi compagni, particolarmente a Farina, per cui riconosce il valore del suo sentimento per Valississa e lo aiuta a nascondersi alla fine, e a Colasanti che gli aveva confessato il suo amore indesiderato. Verso la fine, tutti (tranne Farina) imbarcano per tornare in Italia, senza una vera scelta, come un gregge di pecore. Ma sorprendentemente, scopriamo che Lo Russo è tornato all’isola, deluso dalla vita nuova all’Italia. Per lui, il ritorno all’Italia era anche una fuga, un sogno venduto dal pilota La Rosa, che parlava dell’opportunità e del fermento di un’Italia dopoguerra, che è diventato per Lo Russo una grande delusione. Tutti (tranne Farina) avevano qualcosa a cui ritornavano, ma per Lo Russo è diventato amaro, ed è tornato all’isola. Ma sembra che la magia sia sparsa e non sembrava tanto felice alla fine.
Questo film mi ricorda di un altro film di un uomo pacifico catturato in una guerra (quella prima mondiale), che trova un modo di fuggire molto carino, molto comico, Re di Cuori (1966). È un film possibilmente francese, ma è interessante perché il dialogo passa ugualmente in francese, inglese e tedesco. È una bella fantasia.
C’è una dinamica interessante fra gli uomini. Il tenente Montini non ha molto gusto per disciplina. È solo Lo Russo che ha alcuna rassomiglianza ad un vero soldato. Lasciano rapidamente le divise e le armi e sono accettati nella comunità greca. È una scelta di abbandonare la disciplina militare, ma è veramente facile. Solo Noventa veramente vuole tornare a casa, e lo prova ripetutamente. Certo, era coraggioso e anche sciocco i suoi tentativi di scappare via, particolarmente quell’ultimo in barca da pesca. Quando partano gli altri, non sembra una scelta. Ma per tutti era un’esperienza commuovente.
Sono colpito da Strazzabosco, che non può separarsi dal suo asino Garibaldi, ma che lascia indietro la ragazza per cui provava molto affetto con nemmeno uno sguardo indietro. Lei nel frattempo, accoglie subito il suo ex-fidanzato che torna sulla stessa barca dal suo proprio esilio. Ed anche i fratelli Munaron, sempre buffi e allegri e con i nomi adatti di Libero e Felice, si sono tanto innamorati della bella pastorella, ma alla fine la salutano con la mano e con il sorriso dalla barca, ma la lasciano incinta indietro, forse con nemmeno un pensiero di più.
La scena finale, con i tre protagonisti Montini, Lo Russo e Farina, ormai quasi anziani è molto interessante. Farina sembra contento con la sua scelta, malgrado la morte di Valississa. Lo Russo sembra un po’ perso, e Montini non dice molto della sua vita. Chissà se Montini fosse contento? Era interessante vedere Montini truccato ad un anziano. Conosco quell’attore Claudio Bigagli da alcuni ruoli di serie di tv italiana dagli ultimi dieci o venti anni, lui ormai già anziano.
Riporto il commento interessante di Diana
-+-+-+-
Ciao tutti,
Ho visto il film e lo trovo molto interessante. La messa in scena è bellissima, e la musica mette in risalto l’amore, le risate e la gioia di vivere generale ritratti nel film. I personaggi si sviluppano ognuno di loro mentre affrontano le sfide della separazione dalla guerra e dalla loro amata patria. La vita che sviluppano sull’isola è ricca e gioiosa. Penso che questo film parli della fuga dalle dure realtà— della guerra, della morte e da cose fuori dal loro controllo.
Questo film mi ricorda il film King of Hearts con Alan Bates—. La celebrazione della vita è simile.
A presto,
Diana
https://en.wikipedia.org/wiki/Armistice_of_Cassibile
Ecco alcune informazioni sull’8 settembre 1943. Aiuta a capire meglio la guerra e quello che dice l’aviatore siciliano La Rosa ai soldati dimenticati sull’isola